Gas naturale, la Bei ha investito 890 milioni di euro nel settore dopo averne annunciato l’abbandono

La sede della Banca europea degli investimenti (Bei) a Lussemburgo. [Anthony Dehez / EC - Audiovisual Service]

La Banca europea degli investimenti (Bei) ha investito 890 milioni di euro in progetti sul gas da quando, nel 2019,  ha deciso di terminare le sovvenzioni ai combustibili fossili entro il 2022. Gli attivisti accusano la banca di aver contraddetto la sua stessa narrativa per cui “il tempo del gas è finito”.

Nel 2019, la Bei aveva annunciato di voler interrompere i finaziamenti alle attività che coinvolgevano i combustibili fossili entro il 2022, come primo passo verso la trasformazione nella ‘banca europea del clima’. Tuttavia, nel periodo di transizione, la Bei ha investito 890 milioni di euro in sei progetti legati al gas naturale, denuncia l’Ong per la finanza sostenibile Counter Balance.

Contattata da Euractiv, la Bei ha confermato il finanziamento dei sei progetti in Polonia, Olanda, Lituania, Grecia e due a Cipro. “I progetti erano già in fase di valutazione nel momento in cui è stata approvata la politica sull’energia della Bei e per questo potevano beneficiare dei finaziamenti nel corso della fase di transizione fino al 2021”, ha dichiarato la banca.

Questi progetti sono stati aspramente criticati dagli attivisti green per aver prolungato l’uso del gas naturale, un combustibile fossile che emette gas serra quando viene bruciato nelle centrali.

“Questa infrastruttura ci bloccherà nell’uso dei combustibili fossili per decenni. Quel periodo di transizione di due anni avrà un impatto per altri 20, 30 anni o più”, ha dichiarato Clara Bourgin di Counter Balance. “Anche se legalmente possono farlo, questa scelta è distante dalla narrativa della ‘banca europea del clima’ e dell’allineamento agli accordi di Parigi che hanno costruito”, ha aggiunto.

La nuova politica energetica della Bei afferma che “il superamento dei combustibili fossili rappresenta un significativo cambiamento per la Banca. Per gestirlo, la Bei continuerà ad approvare i progetti già in fase di valutazione fino a fine 2021. Inoltre, in questo periodo, la Banca potrà approvare i progetti di infrastrutture del gas inclusi nella quarta lista dei Progetti di Interesse comune co-finanziati dal bilancio europeo”.

Addio al gas: la Banca europea per gli investimenti punta sulle rinnovabili

Il futuro dell’Europa non può più prevedere i combustibili fossili: a dirlo è il presidente della Banca europea per gli investimenti (BEI), Werner Hoyer, che mercoledì 20 gennaio ha presentato i risultati della Banca per il 2020.

“Per usare un eufemismo, …

Il tempo del gas è finito

La Bei buole ora chiudere il capitolo relativo al gas. Nella presentazioni dei risultati annuali a gennaio, il presidente Werner Hoyer aveva avvertito gli Stati europei di non puntare troppo sul gas naturale. “Per dirla semplicemente, il tempo del gas è finito. Dobbiamo capire che il futuro non è nei combustibili fossili”, aveva detto.

Ma Piotr Wojcik, attivista di Greenpeace per la finanza, ha replicato che per la Bei il tempo del gas non è chiaramente finito. Ha osservato che gli ultimi investimenti presentano dei problemi, il particolare quelli di prolungare l’uso di gas e il rischio finanziario di creare beni incagliati investendo in infrastrutture legate ai combustibili fossili.

“Continuando a finanziare questi progetti, la Bei sta rallentando la transizione ecologica”, ha dichiarato Wojcik, avvertendo che la banca sta agendo diversamente da quanto aveva promesso. Sebbene infatti la politica sull’energia sia un passo in avanti positivo, le azioni della Bei la stanno contraddicendo.

Counter Balance e Greenpeace hanno espresso particolare preoccupazione per la costruzione del primo terminale di gas naturale liquefatto (Gnl) a Cipro, che secondo loro rischia di obbligare per decenni l’isola all’uso dei combustibili fossili.

Nonostante le critiche, la Bei sta comunque riducendo il suo supporto ai progetti legati ai combustibili fossili. Negli ultimi cinque anni, dei 60 miliardi di euro di investimenti nel settore energetico, il 90% è stato destinato a rinnovabili, reti elettriche ed efficienza energetica. La banca punta anche a sbloccare oltre 1.000 miliardi di euro di investimenti nel prossimo decennio.

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Il finanziamento al gas dopo il 2022

Oltre al progressivo abbandono del finanziamento ai combustibili fossili, la Bei ha anche promesso di allinearsi agli accordi di Parigi sul clima. La sua tabella di marcia per la transizione verso progetti più sostenibili è stata approvata dagli Stati membri lo scorso novembre e si applica a tutti i nuovi progetti.

Tuttavia, Counter Balance e Greenpeace sottolineano che il finanziamento al gas non è stato eliminato del tutto, perché la tabella di marcia lo consente ancora sotto determinati criteri stringenti.

La Bei eliminerà il supporto a tutti i progetti che non prevedono sistemi per abbattere le emissioni inquinanti. Tuttavia, il gas naturale potrà ancora ricevere finanziamenti se non supererà lo standard di 250 g CO2e/kWh di emissioni per la generazione di energia. In pratica, questo esclude tutte le centrali basate solo sul gas naturale, ma non quelle che fanno uso di sistemi di cattura del carbonio e di cogenerazione con combustibili poco inquinanti.

La nuova politica della Bei consente anche il finanziamento ai progetti per il trasporto di gas a basse emissioni, come il biometano e l’idrogeno, inclusa la conversione delle infrastrutture per il gas. Bourgin avverte però che il termine ‘gas a basse emissioni’ è troppo vago e che “manca una vera definizione di quello che significa. Spesso può voler dire finanziare infrastrutture per i gas fossili, basate sulla promessa di un sistema di cattura e stoccaggio del carbonio”.