Finanza sostenibile, l’Ue propone uno standard “volontario” per i Green bond

Valdis Dombrovskis. EPA-EFE/FRANCISCO SECO

L’obiettivo è creare un “gold standard” per le aziende e i governi che desiderano raccogliere fondi per progetti rispettosi dell’ambiente.

Bruxelles fissa uno uno standard europeo volontario per il “Green Bond Ue” (EUGBS), con l’obiettivo di favorire gli investimenti in progetti che aiuteranno l’Unione europea a raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette di carbonio entro il 2050 e proteggere gli investitori dal cosiddetto greenwashing.

I bond che vorranno avere il bollino EUGBS dovranno rispondere ai criteri di sostenibilità fissati dalla Commissione. Il quadro proposto prevede quattro requisiti principali: i fondi raccolti dall’obbligazione dovranno essere interamente assegnati a progetti conformi alla tassonomia green Ue, deve esserci piena trasparenza sulle modalità di assegnazione dei proventi delle obbligazioni, tutte le obbligazioni verdi dell’Ue devono essere controllate da un revisore esterno, i revisori esterni devono essere registrati e controllati dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. Potrà aderire alla nuova norma qualsiasi emittente di obbligazioni verdi, compresi quelli con sede fuori dell’Ue.

Il mercato globale delle obbligazioni verdi continua a crescere e si prevede che possa superare i due trilioni di euro entro la fine del 2023. Per raggiungere gli obiettivi del Green Deal al 2030, ricorda il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, “servono 350 miliardi l’anno di investimenti aggiuntivi e il settore pubblico non può farlo da solo”. “Dobbiamo intensificare la cooperazione globale sulle questioni climatiche e ambientali e la proposta del Green Bond risponde alle esigenze degli investitori di uno strumento affidabile quando si investe in modo sostenibile”, ha aggiunto la commissaria alla Finanza sostenibile Mairead McGuinness.

Il regolamento sui Green Bond è accompagnato da un documento per facilitare l’accesso alla finanza sostenibile alle Pmi e ai consumatori e rafforzare la capacità delle banche e degli intermediari finanziari rispetto al rischio climatico e ambientale.

La norma europea per le obbligazioni verdi stabilirà uno standard di riferimento sull’uso che le imprese e le autorità pubbliche possono fare di questi strumenti per raccogliere fondi sui mercati dei capitali. Gli emittenti di obbligazioni verdi disporranno di uno strumento solido per dimostrare che stanno finanziando progetti ecocompatibili in linea con la tassonomia dell’Ue  e per gli investitori più facile capire che i loro investimenti sono sostenibili.

La Commissione europea ha adottato un atto delegato che integra l’articolo 8 del regolamento sulla tassonomia. Questo atto specifica cosa dovranno comunicare le società sulle loro attività “green”.

Le società non finanziarie dovranno comunicare la quota del loro fatturato, delle spese in conto capitale e delle spese operative associate alle attività economiche ecosostenibili definite nel regolamento Tassonomia e nell’atto delegato relativo agli aspetti climatici della tassonomia Ue, adottato formalmente il 4 giugno 2021, nonché in qualsiasi atto delegato futuro relativo ad altri obiettivi ambientali. Gli istituti finanziari, soprattutto grandi banche, gestori di attivi, imprese di investimento e società di assicurazione/riassicurazione, dovranno indicare la quota delle attività economiche ecosostenibili nel totale delle attività che finanziano o in cui investono. L’atto delegato sarà trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio, che avranno 4 mesi di tempo, prorogabili di 2 mesi, per esaminarlo.