Ets, il piano dell’Ue sulle emissioni delle navi rischia di lasciare dei vuoti di legge

Navi ormeggiate al porto di Anversa. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

Secondo uno studio condotto dalla Ong Transport & Environment, la proposta della Commissione europea di inserire il settore navale nel mercato delle emissioni dell’Ue contiene delle eccezioni per le piccole navi commerciali e militari che lascerebbero milioni di tonnellate di CO2 non regolamentati.

Il settore marittimo trasporta circa il 90% del commercio globale, provocando il 3% delle emissioni totali di CO2. Finora, questa industria ha evitato l’inserimento nel sistema di scambio delle quote di emissione europeo.

Secondo la proposta formulata a luglio 2021, il settore del trasporto marittimo sarà inclso nel sistema di scambio delle quote di emissione (Ets) europeo a partire dal 2023 con una procedura distribuita su tre anni, una mossa che ha lo scopo di ridurre le emissioni dell’industria.

Uno studio della Ong Transport & Environment (T&E) ha rivelato che le proposte, che saranno negoziate a Bruxelles quest’anno, escludono le navi con una stazza lorda inferiore a 5.000, ovvero piccole navi da rifornimento offshore che servono le industrie del petrolio e del gas. Anche le navi da pesca e quelle militari sarebbero esenti.

T&E ha detto che attraverso i vuoti nel regolamento causerebbero circa 25,8 milioni di tonnellate di CO2 di emissioni fuori dall’Ets: circa il 20% dei 130 milioni di tonnellate di emissioni annuali da parte delle navi resterebbe escluso.

Jacob Armstrong, responsabile del settore del trasporto sostenibile a T&E, ha dichiarato che le proposte erano “basate su vuoti arbitrari” e avrebbero lasciato indisturbate “troppe navi altamente inquinanti”. L’Ue deve ripensare le sue regole sul trasporto marittimo, ha detto.

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La proposta di Bruxelles prevede una tassa sul cherosene di aerei e navi, con queste ultime inserite nel mercato Ets. Inoltre viene incentivato l’uso di carburanti puliti.

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Un funzionario della Commissione europea ha dichiarato che il limite di stazza lorda di 5.000 era pensato “per minimizzare il fardello amministrativo per le compagnie”, specialmente per le piccole e medie imprese, “senza mettere a rischio l’obiettivo di coprire la grande maggioranza delle emissioni di gas serra del settore”.

Peter Liese, capo negoziatore del Parlamento europeo sulle riforme dell’Ets, ha dichiarato a Reuters che si stava occupando della questione sollevata da T&E prima nell’inizio delle negoziazioni. Il funzionario della Commissione ha dichiarato che la proposta era allineata alle emissioni coperte da un’attuale regolamento sul controllo delle emissioni.

Le navi superiori a una stazza lorda di 5.000 sono il 55% di quelle che entrano nei porti dell’Ue e il 90% delle relative emissioni, mostra la regolamentazione del 2015. Gli armatori dovranno comprare dei permessi nell’ambito dell’Ets quando le loro navi inquinano o rischiare un divieto di accesso ai porti dell’Ue.