Estate con la mascherina: la Commissione invita a usare quelle riciclabili

Una addetta con una mascherina davanti all'opera 'Ophelia' dell'artista inglese John Everett Millais durante un'anteprima mediatica della riapertura della galleria Tate Britain a Londra, Gran Bretagna, il 24 luglio 2020. [EPA-EFE/NEIL HALL]

Una possibile seconda ondata del virus in Europa spaventa. Molti Paesi adottano linee prudenti e restrizioni per prevenire nuovi focolai, mentre la Commissione europea ricorda l’importanza di pensare all’ambiente, anche in questa fase, a partire dai piccoli gesti.

Secondo Eurostat a partire da alcuni dati preliminari da 24 Paesi europei si evince che tra marzo e maggio 2020 ci sono stati 160mila morti in più rispetto alla media dello stesso periodo dal 2016 al 2019. Tra i Paesi con il maggiore aumento del tasso di mortalità Spagna, Italia, Belgio, Olanda, Svezia e Francia, anche se è più corretto parlare di regioni in questo caso: le aree più colpite sono il nord Italia, la zona centrale della Spagna tra cui Madrid, l’est della Francia e la regione di Parigi.
Anche se ora i Paesi più colpiti sono fuori dall’Europa, la paura di nuovi focolai durante l’estate è tanta e in molto Paesi si prosegue sulla linea della prudenza. Secondo i dati ufficiali, nel mondo ci sono stati oltre 18 milioni di contagi e quasi 700 mila decessi ma emerge sempre più chiaramente che i dati ufficiali sono parziali. Un’inchiesta della BBC ad esempio ha svelato che il numero di morti in Iran è tre volte superiore rispetto a quanto dichiarato.

In Francia i contagi aumentano e 69 città del dipartimento della Mayenne hanno imposto l’obbligo delle mascherine anche all’aperto, mentre in Germania il governo federale ha annunciato di voler effettuare controlli a campione sul rispetto dell’obbligo di effettuare il test per chi proviene da aree a rischio.

Le mascherine

Quasi da subito, uno dei grossi problemi per fronteggiare la diffusione del contagio è stato quello del reperimento dei dispositivi di protezione individuale e nello specifico delle mascherine chirurgiche. Molte aziende che operano nel campo della moda, così, hanno iniziato a produrre mascherine di stoffa, di tutti i tipi e di tutte le fantasie: stile provenzale, con i fiorellini, damascate, con le bandiere. In alcuni casi, addirittura, i candidati alle elezioni si sono fatti preparare delle mascherine elettorali ad hoc.

Le mascherine chirurgiche del resto sono usa e getta e se ne iniziano a vedere diverse abbandonate per strada o galleggiare in mare. Le spiagge di Hong Kong e dell’isola di Soko sono già sommerse di mascherine: un gruppo di ricercatori dell’associazione Ocean Asia ne ha recuperate centinaia nel corso di alcune ricerche sull’inquinamento marino.

La Commissione europea ha dunque affidato ai canali social la raccomandazione di utilizzare le mascherine ecologiche: “Le mascherine ci proteggono dai virus, ma peggiorano l’inquinamento da plastica quando non vengono smaltite correttamente.
Ricordate che potete usare maschere riutilizzabili per ridurre l’impatto ambientale.
Affrontare l’inquinamento da micro-plastiche e articoli monouso è uno degli obiettivi del #EUGreenDeal”.