Economia verde, in Austria la più grande acciaieria a idrogeno al mondo

[voestalpine.com]

L’avvio ufficiale della produzione partirà nei prossimi mesi, ma l’impianto siderurgico di Kapfenberg, in Austria, un primato l’ha già raggiunto: è infatti la più grande acciaieria al mondo alimentata a idrogeno, cioè a zero emissioni di CO2. Lo stabilimento fa parte di un sito produttivo dell’azienda siderurgica austriaca Voestalpine, che per la sua realizzazione – affidata ai giapponesi di Mitsubishi Heavy (MHI) – ha speso 350 milioni di euro. A regime, dovrebbe produrre 250 mila tonnellate di acciaio all’anno, eliminando gli altoforni e utilizzando l’idrogeno (H2) al posto del carbone nel processo di riduzione del minerale di ferro – la fase di lavorazione che produce il maggior numero di emissioni. 

Già nel 2018, Voestalpine aveva avviato nel suo stabilimento principale di Linz la sperimentazione di un impianto a idrogeno co-finanziato dal progetto europeo H2 Future, il cui scopo era di testare le prestazioni di questo combustibile per ridurre le emissioni del settore siderurgico, che nel 2018 ha prodotto oltre 2 miliardi di tonnellate di CO2 ed è responsabili del 7% delle emissioni annue.

Nel sito di Kapfemberg sarà utilizzata la tecnologia DRI (Direct Reduced Iron), che nonostante abbia una capacità produttiva inferiore, richiede investimenti molto minori – circa la metà – rispetto a un classico altoforno a carbone o a gas naturale. Per essere convenienti, gli impianti di questo tipo hanno dunque bisogno anche di un prezzo dell’idrogeno contenuto, in grado di essere concorrenziale rispetto ai combustibili fossili. Al momento non è ancora così: per il ministero dell’Economia giapponese dovrebbe scendere dagli attuali 0,79 a 0,24 euro al metro cubo, mentre secondo un alto dirigente del settore siderurgico interpellato dall’agenzia giapponese Nikkei, “il prezzo deve scendere sotto i 10 yen” (0.08 euro) al metro cubo. 

Per raggiungere questo obiettivo sarà fondamentale incrementare la produzione e l’utilizzo di idrogeno, su cui l’Unione Europea lo scorso luglio ha annunciato investimenti per 470 miliardi di euro da qui al 2050. E su cui stanno puntando anche molte aziende del settore siderurgico, tra cui gli indiano-lussemburghesi di ArcelorMittal e i tedeschi di ThyssenKrupp, mentre l’italiana Danieli collabora da qualche anno con la tedesca SMS, leader mondiale nella costruzione di acciaierie, per sviluppare nuovi impianti a idrogeno.