Clima, il piano Ue per tagliare il 55% delle emissioni entro il 2030

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Per tagliare le emissioni del 55% entro 10 anni, le rinnovabili dovrebbero arrivare al 40% del mix energetico europeo. Inoltre Bruxelles intende ampliare il sistema di scambio delle quote di emissione.

La Commissione europea ha presentato il suo piano per ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Solo così sarà possibile raggiungere l’ambizioso obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2050.

Per raggiungere il nuovo target l’esecutivo Ue ha delineato una serie di proposte legislative da presentare entro giugno 2021. Oltre alla modifica della legge europea sul clima, per includere il nuovo obiettivo, il piano di Bruxelles prevede la revisione e l’ampliamento del sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue (Ets), l’adeguamento del regolamento sulla condivisione degli sforzi e del quadro per le emissioni connesse all’uso del suolo, il potenziamento delle politiche in materia di efficienza energetica e di energie rinnovabil e il rafforzamento delle norme in materia di CO2 per i veicoli stradali.

Per raggiungere i nuovi obiettivi a 10 anni, le rinnovabili dovrebbero arrivare al 40% del mix energetico europeo, con un contributo al settore trasporti che dovrebbe aumentare dal 6% di oggi al 24% e l’obiettivo di efficienza energetica, oggi del 32,5%, dovrebbe crescere fino al 39-40%.

“Dovremo aumentare di 350 miliardi l’anno gli investimenti pubblici e privati rispetto al periodo 2010-20 – ha sottolineato la commissaria all’Energia, Kadri Simson -. Per questo incoraggio tutti a utilizzare al meglio le risorse disponibili”. A questo proposito vale la pena ricordare che il 37% dei 750 miliardi di euro di Next Generation Eu sarà destinato al Green Deal. Nelle linee guida per i piani nazionali di ripresa la Commissione Ue invita gli Stati membri a investire sulle tecnologie pulite, sulle rinnovabili e sull’efficientamento energetico.

Una delle strade che l’Ue intende percorrere è l’estensione del sistema di scambio delle quote di emissione ai trasporti su strada, all’edilizia e al settore marittimo. “Sarà inoltre necessario rivedere il massimale dell’Ets e la sua traiettoria di riduzione annuale”, spiega in una nota la Commissione.

In base ai futuri studi di valutazione d’impatto e ai progressi compiuti dall’Organizzazione marittima internazionale (IMO) e dall’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale Bruxelles deciderà come affrontare anche il problema del trasporto aereo e marittimo extra Ue, che al momento non fa parte del sistema di scambio.

Secondo i calcoli dell’esecutivo Ue il nuovo target al 2030 e l’azzeramento delle emissioni al 2050 consentiranno all’Europa di risparmiare 100 miliardi di importazioni di energia nei prossimi 10 anni e fino a 3mila miliardi entro il 2050.