Case, l’Ue deve spingere di più sui mutui verdi per raggiungere i suoi obiettivi climatici

L’Ue ha utilizzato una serie di standard per tagliare le emissioni dei veicoli, e ora i consulenti di politica climatica chiedono di usare strategie analoghe per la riduzione delle emissioni negli edifici, attraverso mutui “verdi” per finanziare le ristrutturazioni.

Il 14 ottobre, la società di consulenza Climate Strategy di Madrid ha pubblicato un rapporto di 60 pagine sui green mortgage portfolio standard, dei  sistemi di regole sui “mutui verdi”, che, se implementate dalla Commissione europea, incentiverebbero i proprietari di case e le banche a lavorare insieme per migliorare l’efficienza energetica media nelle case.

In Europa ci sono 220 milioni di abitazioni, due terzi delle quali sono state costruite prima che esistesse qualsiasi forma di standard energetico. Gli edifici emettono un terzo della CO2 prodotta dall’Ue, e renderli più efficienti è una parte fondamentale del Green Deal.

La Commissione prevede di rinnovare 35 milioni di edifici entro il 2030, raggiungendo un tasso annuo del 3%. Quello attuale supera di poco l’1%.

L’amministratore delegato di Climate Strategy, Peter Sweatman, ha spiegato a Euractiv.com che sono necessari nuovi regolamenti per realizzare le profonde ristrutturazioni necessarie per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Ue. “Non stiamo parlando semplicemente di cambiare una caldaia. Ma di rendere le abitazioni molto efficienti, confortevoli e più vivibili”, ha detto Sweatman.

Una ristrutturazione profonda può costare quanto l’acquisto di una nuova auto, ma non è così semplice. Inoltre può richiedere un trasloco per un lungo periodo di tempo, il che comporta un costo elevato. È qui che entrano in gioco le banche. “Molte [banche] hanno preso impegni per decarbonizzare le loro attività”, ha ricordato Sweatman. “Quale modo migliore per decarbonizzare il libro dei mutui, che prendere tutte le case a basso consumo energetico dei clienti e renderle più efficienti dal punto di vista energetico?”

Per far sì che questo accada, Sweatman ha detto che gli istituti di credito devono favorire la domanda compilando i dati di efficienza energetica, raccogliendo i certificati di prestazione energetica per i clienti, e venendo incontro ai proprietari di casa per quel che riguarda i piani di ristrutturazione.

A questo proposito bisogna ricordare che nel 2017 è stata lanciata l’Energy Efficient Mortgages Initiative (EEMI), iniziativa promossa dalla European Mortgage Federation – European Covered Bond Council (EMF-ECBC) e finanziata dal programma Horizon 2020 della Commissione europea, con l’obiettivo di dare evidenza al fatto che a una maggiore efficienza energetica della proprietà immobiliare corrisponde una minore probabilità di default del mutuatario.

I mutui verdi in Italia

I mutui verdi sono destinati a finanziare l’acquisto o la costruzione di abitazioni che abbiano elevate prestazioni energetiche (classe A o B) o a sostenere interventi di riqualificazione che consentano un miglioramento di almeno il 30% delle prestazioni energetiche della casa.

In Italia i principali gruppi bancari offrono una serie di benefici che variano a seconda dell’istituto. Si va dallo sconto sul tasso di interesse, normalmente pari allo 0,10%, fino a prodotti assicurativi gratuiti o servizi di consulenza per l’efficientamento energetico dell’abitazione.

Oltre a carta d’identità, codice fiscale e documentazione reddituale, per chiedere un mutuo verde è necessario presentare alla banca i documenti che certificano le caratteristiche di eco-compatibilità dell’edificio per il quale lo si sta chiedendo. Per quel che riguarda l’acquisto di una casa nuova, l’abitazione deve essere di classe A o B o rispettare determinati parametri di efficienza.

Per la ristrutturazione invece serve il preventivo di spesa, e bisogna dimostrare che i lavori innalzeranno la classe energetica dell’edificio, migliorandone le prestazioni almeno del 30%. Chi infine desidera acquistare una casa in bioedilizia, insieme al preventivo di spesa, deve presentare documenti che certifichino che l’immobile risponde a determinati criteri di sostenibilità.