Biocarburanti: possibile soluzione al dilemma del petrolio russo in Europa?

Dopo settimane di lotte diplomatiche, il 31 maggio i leader dell'UE hanno concordato di porre fine a tutte le importazioni di petrolio e prodotti petroliferi dalla Russia che entrano nell'UE via nave entro il 2023. [Shutterstock]

 

Questo articolo fa parte dello special report Il ruolo dei biocarburanti nella sostituzione del petrolio.

L’industria dei biocarburanti ha invitato i politici a considerare l’etanolo e il biodiesel come soluzioni green per ridurre la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di petrolio dalla Russia – affermazione prontamente respinta da alcune ONG.

Dopo settimane di lotte diplomatiche, il 31 maggio i leader dell’UE hanno deciso di porre fine a tutte le importazioni di petrolio e prodotti petroliferi dalla Russia che entrano in UE via nave entro il 2023.

Mentre il petrolio importato via oleodotto continuerà a fluire verso i Paesi al confine orientale dell’UE, il divieto delle petroliere lascerà un vuoto significativo nell’approvvigionamento energetico dell’Europa.

Gli esperti prevedono che l’UE si rivolgerà a Paesi amici come l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti per soddisfare il proprio fabbisogno di petrolio. Tuttavia, questi Paesi potrebbero applicare un sovrapprezzo, in particolare per i prodotti diesel, esacerbando i prezzi già alle stelle.

Gli automobilisti sono stati particolarmente colpiti dall’impennata del prezzo del petrolio, con i prezzi del carburante che hanno raggiunto livelli record in tutta Europa. Questo ha portato a disordini sociali in paesi come la Spagna, dove i camionisti sono scesi in strada per protestare contro l’aumento dei prezzi del carburante.

REPowerEU
Nel suo piano REPowerEU, lanciato all’inizio del conflitto ucraino, la Commissione europea ha definito una strategia per ridurre la dipendenza dell’UE dall’energia russa di due terzi entro la fine di quest’anno, prima di eliminare completamente le importazioni russe intorno al 2027.

Presentando il documento, il responsabile dell’UE per il clima Frans Timmermans ha affermato che la risposta per ridurre la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di petrolio “sta nelle energie rinnovabili e nella diversificazione dell’approvvigionamento”, aggiungendo che “le energie rinnovabili ci danno la libertà di scegliere una fonte energetica pulita, economica, affidabile e nostra”.

Parte del piano della Commissione comprende iniziative per “accelerare il passaggio a veicoli a emissioni zero”, tra cui una potenziale proposta legislativa per aumentare la quota di veicoli puliti nei parchi auto pubblici e aziendali.

Tuttavia, nonostante il rapido passaggio ai veicoli elettrici, si prevede che la benzina e il diesel continueranno a costituire una parte consistente del parco veicoli dell’UE nei prossimi decenni.

I biocarburanti sono la soluzione?

L’etanolo e il biodiesel derivati da colture alimentari e mangimi e da fonti di rifiuti sono stati proposti come mezzi per ridurre contemporaneamente le emissioni nel settore dei trasporti e la dipendenza dell’Europa dai Paesi terzi per il carburante.

ePURE, un’associazione che rappresenta i produttori europei di etanolo, afferma che l’etanolo rinnovabile può ricoprire un ruolo strategico per ridurre le importazioni di greggio.

“La produzione di etanolo nell’UE non rappresenta solo un carburante rinnovabile a basse emissioni di carbonio che aiuta l’Europa a raggiungere i suoi obiettivi climatici sostituendo la benzina fossile”, ha dichiarato Simona Vackeová, direttore degli affari governativi di ePURE.

“Per ogni tonnellata di etanolo rinnovabile prodotta nell’UE, si ottiene anche una tonnellata di mangime per animali ad alto contenuto proteico, privo di OGM e con un elevato valore metabolico, che contribuisce alla sicurezza alimentare dell’UE riducendo la necessità di importare tali mangimi”.

Attualmente, l’UE impone un limite del 7% alla quantità di biocarburanti di origine vegetale utilizzati nel settore dei trasporti. Gli Stati membri, inoltre, non possono andare oltre un aumento dell’1% rispetto alla quota nazionale del 2020 di questi carburanti nel trasporto ferroviario e stradale.

In un recente articolo, David Carpintero, direttore generale di ePURE, ha cercato di mettere in guardia i politici dal ridurre la produzione di biocarburanti, sostenendo che ciò avrebbe conseguenze ambientali e geopolitiche negative.

“Se oggi limitiamo artificialmente la produzione di biocarburanti sostenibili come l’etanolo rinnovabile europeo, creiamo un vuoto nell’approvvigionamento energetico sostenibile di domani. Questo vuoto può essere colmato solo da una cosa: i combustibili fossili importati. Gettando via un’opzione valida come l’etanolo rinnovabile sostenibile europeo, rischiamo di gettare via il nostro futuro”, ha scritto Carpintero.

A questa opinione ha fatto eco l’associazione di categoria dei produttori di biodiesel, l’European Biodiesel Board (EBB), che ha incoraggiato i legislatori ad abbracciare il potenziale dei biocarburanti nella transizione dell’Europa dall’era dei combustibili fossili.

“L’industria europea del biodiesel si inserisce perfettamente nella strategia [REPowerEU]”, ha dichiarato Xavier Noyon, segretario generale dell’EBB. “Forniamo un carburante verde prodotto nell’UE che riduce le importazioni di gasolio, mentre i co-prodotti delle nostre bioraffinerie sostituiscono sempre più una serie di prodotti chimici fossili”.

“Il biodiesel sostenibile prodotto nell’UE soddisfa tutti i requisiti del Green Deal dell’UE e degli obiettivi Fit-for-55: rinnovabili, bioeconomia, circolarità e sicurezza alimentare”, ha aggiunto.

Preoccupazioni ambientaliste

Ma gli ambientalisti non sono d’accordo e sostengono che la domanda di biocarburanti a base di alimenti e mangimi da parte dell’UE stia portando alla deforestazione al di fuori dell’Europa.

Il WWF, l’ONG ambientalista globale, ha sostenuto che i biocarburanti potrebbero in realtà rappresentare una minaccia maggiore per il clima rispetto al petrolio, a causa del loro impatto sui serbatoi di carbonio come le foreste.

“Bruciare alberi e colture a scopo energetico aumenta le emissioni rispetto ai combustibili fossili, sia in generale che nell’arco di tempo a nostra disposizione per fermare il cambiamento climatico”, ha dichiarato il WWF in un comunicato.

Nonostante ciò, queste pratiche saranno in gran parte ancora considerate “rinnovabili” e quindi ammissibili ai sussidi pubblici. Questo approccio è in contrasto con la scienza e rischia di compromettere gran parte dell’azione dell’UE per il clima”.

Tali affermazioni delle ONG ambientaliste vengono respinte con forza dal settore industriale.

“Le argomentazioni contro l’uso dell’etanolo europeo di origine vegetale nel mix energetico per il trasporto su strada sono superate e irrilevanti, e le questioni di sostenibilità sono state chiarite”, ha dichiarato ePURE in un comunicato.

“Aumentarne l’uso, insieme a una più ampia diffusione di biocarburanti avanzati, è l’unico modo realistico con cui l’UE può raggiungere i suoi obiettivi in materia di energie rinnovabili”.