Biocarburanti, otto Paesi chiedono di renderli obbligatori per gli aerei

Un aereo di Klm vienen rifornito con un biocarburante proveniente dall'olio di frittura. [EPA/ROBIN VAN LONKHUIJSEN]

I ministri di otto Stati membri hanno chiesto alla Commissione europea di velocizzare l’integrazione dei carburanti sostenibili per l’aviazione rendendo obbligatoria la loro miscela col cherosene, una mossa che farà scendere le emissioni del settore.

I rappresentanti di Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svezia hanno pubblicato una dichiarazione condivisa lunedì 8 febbraio, con cui chiedono all’esecutivo Ue di “incentivare l’integrazione dei combustibili fossili per l’aviazione”, ritenuto la strada più percorribile per ridurre l’inquinamento del settore.

Un obbligo a livello europeo di miscelare i combustibili green con il cherosene ne aumenterebbe la produzione e distribuzione, sostengono gli otto Stati. Finora, infatti, i carburanti sostenibili costituiscono solo lo 0,05% del consumo europeo di propellente per jet. Una percentuale obbligatoria di miscela green aumenterà gli investimenti nel settore, rendendolo più competitivo.

La dichiarazione arriva poco prima della pubblicazione dell’iniziativa ReFuelEu, che creerà un quadro regolatore per decarbonizzare l’industria aeronautica, includendo obblighi per l’uso dei carburanti sostenibili. Dovrebbe essere pubblicato nei primi mesi del 2021.

I combustibili green possono essere facilmente implementati perché non richiedono delle modifiche specifiche alle strutture aeroportali. Possono essere semplicemente miscelati al cherosene senza costringere a effettuare cambiamenti ai motori dei velivoli.

L’aviazione continuerà a restare legata ai combustibili liquidi per il prossimo decennio, ha dichiarato il ministro tedesco per i trasporti e le infrastrutture Andreas Scheuer. Le tecnologie a zero emissioni usate per auto e furgoni, come l’idrogeno e le batterie, non sono ancora pronte per i voli commerciali.

Biocarburanti, compagnie aeree e Ong chiedono politiche più severe

Diverse compagnie aeree, tra cui EasyJet, Klm e Air France, si sono unite alle Ong ambientaliste per chiedere politiche più severe sui biocarburanti e ridurre l’impatto ambientale del settore dell’aviazione.

In una dichiarazione rilasciata mercoledì (13 gennaio), le compagnie aeree hanno …

A proposito della dichiarazione congiunta, la commissaria europea per i trasporti Adina Vălean ha evidenziato il potenziale impressionante dei combustibili green, notando la loro compatibilità con i velivoli attualmente in uso e il “rischio zero” che la loro produzione comporta per le riserve d’acqua e di terra.

Tuttavia, la commissaria ha sottolineato che i carburanti non sono ancora presenti nelle quantità necessarie e che questo dovrà cambiare. “Con il giusto ambiente economico e legale, le nostre analisi suggeriscono che i carburanti sintetici diventeranno una delle strade più importanti verso la decarbonizzazione dell’aviazione. Per ora possiamo vedere solo il loro potenziale, perché la produzione è ancora in fase embrionale”, ha detto.

Il ministro dei trasporti francese Jean-Baptiste Djebbari si è espresso a favore dell’uso dei carburanti green, ma ha posto l’accento sulla dipendenza da Paesi extra-Ue per le materie prime, di cui non si conosce l’esatta impronta ecologica.

Frans Timmermans, vice presidente della Commissione europea responsabile per il Green Deal, ha accolto con favore gli sforzi del settore dell’aviazione verso la decarbonizzazione, notando anche che la nuova amministrazione Biden negli Stati Uniti potrebbe agevolare il processo.

“Il punto secondo cui il settore aeronautico non può essere toccato perché è di competenza internazionale sta diventando obsoleto, ora che ci stiamo muovendo tutti nella stessa direzione”, ha aggiunto Timmermans.

“L’aviazione è stata particolarmente colpita dalla pandemia e molto denaro pubblico è stato investito per sostenerla. Sarà un settore cruciale per la ripresa, ma dovrà avere un’impronta ecologica molto minore”, ha concluso.

Gli ha fatto eco la commissaria  Vălean: “Entro il 2035 potremmo avere 14,4 milioni di voli all’anno in Europa. Non avrebbe senso passare direttamente da perdite catastrofiche a un incremento dell’impatto ambientale”.