Batterie, l’Ue lancia un piano da 3 miliardi. Tra le aziende coinvolte anche Stellantis e Enel X

Un operaio Volkswagen al lavoro su una batterie elettrica nell'impianto di Zwickau, 25 febbraio 2020. [EPA-EFE/UWE MEINHOLD]

Dodici paesi coinvolti e un investimento da quasi tre miliardi di euro: sono le cifre previste dal progetto presentato martedì 26 gennaio dalla Commissione Ue, per sostenere e incrementare la ricerca nel settore delle batterie per i veicoli e gli altri dispositivi elettrici, consolidando il ruolo dell’Unione come “hotspot globale” per l’innovazione in questo campo.

La previsione – ha detto il vicepresidente della Commissione Maros Šefčovič – è che l’investimento pubblico da 2,9 miliardi (a cui parteciperanno Austria, Belgio, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Slovacchia, Spagna e Svezia) riesca a mobilitare il triplo dell’importo in investimenti privati (12 miliardi circa), e possa creare  fino a 18 mila nuovi posti di lavoro.

Il progetto “European Battery Innovation” è stato approvato sula base del regolamento “Important Project of Common European Interest” (Ipcei) dell’esecutivo dell’Ue, che consente ai paesi dell’Unione di derogare eccezionalmente alle rigide regole sugli aiuti di Stato per sostenere progetti altamente innovativi che comportano un grande rischio.

Annunciando l’approvazione del piano di investimento, la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager ha detto che la Commissione si attende che il progetto ottenga risultati concreti riguardo a “nuove scoperte tecnologiche e innovazioni nella catena del valore delle batterie”. Secondo Vestager, “in queste enormi sfide di innovazione per l’economia europea, i rischi possono essere troppo grandi perché uno stato membro o un’azienda possano affrontarli da soli. Quindi, ha senso che i governi si uniscano per sostenere l’industria nello sviluppo di batterie innovative e sostenibili”.

Il progetto presentato ieri si basa sul lavoro della European Battery Alliance (Eba) lanciata nel 2017 proprio dal vicepresidente della Commissione Šefčovič: l’iniziativa ha lo scopo di portare aumentare il tasso di innovazione del settore, ad esempio mettendo fine all’uso del cobalto e della grafite nella produzione di batterie, e sviluppando le tecnologie basate sugli ioni di litio. Inoltre, Eba si occupa di trovare soluzioni più ecologiche e sostenibili per il riciclaggio e lo smaltimento delle batterie.

Le imprese coinvolte nel piano European Battery Innovation sono 42, tra cui Bmw, Stellantis, Enel X e la filiale tedesca di Tesla: il progetto era infatti aperto anche alle aziende non dell’Ue che avessero una presenza in Europa.

L’obiettivo a lungo termine della Commissione è di rendere l’Ue “strategicamente autonoma” lungo tutta la filiera delle batterie, spezzando la dipendenza dell’Europa dai produttori di celle per batterie asiatici e statunitensi. Il potenziamento della produzione di batterie per veicoli elettrici, infatti, riveste un ruolo chiave per il raggiungimento dell’obiettivo – inserito nel Green Deal europeo – di ridurre le emissioni dei trasporti del 90% entro il 2050.

Per questo, all’interno dei confini dell’Unione e nei paesi limitrofi sono già stati avviati dei progetti di sfruttamento minerario per radunare le materie prime attualmente necessarie per la produzione di batterie, a partire dal litio. Per Šefčovič, il raggiungimento di una maggiore autonomia garantirà che l’Europa possa fissare alti livelli di qualità e continuare a spingere sulla sostenibilità. Entro il 2025, ha concluso il vicepresidente della Commissione, l’Ue dovrebbe produrre abbastanza batterie per alimentare almeno sei milioni di auto elettriche ogni anno.