Batterie, il riciclo è la strada verso la sostenibilità

Una batteria per la propulsione di un veicolo elettrico in una fabbrica Volkswagen. [EPA-EFE/UWE MEINHOLD]

Il riciclo delle batterie è fondamentale per aumentare la sostenibilità di un settore che avrà un ruolo chiave nella transizione green dell’Unione europea. Le compagnie di trattamento dei rifiuti chiedono all’Ue di fissare obiettivi più ambiziosi per il riutilizzo dei materiali nella bozza di regolamento.

Le batterie sono una componente chiave per la transizione ecologica europea. La mobilità elettrica è destinata ad aumentare nei prossimi anni e con lei la diffusione di batterie per automobili. Ma basta solo pensare alla quantità di strumenti tecnologici, come smartphone e computer, che ne fanno uso, per accorgersi di quanto siano importanti in senso assoluto.

Qualche mese fa, a novembre, l’Europa dichiarava di puntare all’autosufficienza nella produzione entro il 2025, mentre a settembre lanciava un’alleanza sulle materie prime che aveva come scopo quello di ridurre la dipendenza da Paesi terzi per quanto riguarda le componenti essenziali per la produzione di batterie, come il litio e le terre rare.

Questi materiali non sono così comuni in Europa, ma si possono importare a prezzi vantaggiosi da Paesi come la Cina. Tuttavia, non è possibile garantire standard sul rispetto dei diritti dei lavoratori per quanto riguarda queste catene di approvvigionamento, in quanto sarebbe impossibile effettuare controlli in questi Stati.

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Ecco perché, accanto al potenziamento della capacità produttiva e di estrazione delle materie prime, si rende necessaria un’importante operazione di riciclo delle batterie usate. La proposta esistente pone un obiettivo di raccolta del 65% delle batterie portatili usate, entro il 2025, che salirebbe al 70% nel 2030.

Si tratta di un considerevole aumento rispetto all’attuale percentuale del 45%, ma non sarebbe ancora sufficiente secondo la Fead, organizzazione che rappresenta oltre 3.000 compagnie di trattamento dei rifiuti in tutta Europa. La richiesta è quella di imporre un obiettivo non inferiore all’80%, per fare passi in avanti consistenti verso un’economia circolare votata al riutilizzo.

“Servono investimenti, ma se gli obiettivi non sono abbastanza ambiziosi non vedremo tutti gli investimenti possibili”, ha dichiarato il presidente di Fead Peter Kurth. “Se ci fosse un obiettivo abbastanza ambizioso, a partire dalla raccolta per arrivare al riciclo obbligatorio dei materiali, inviteremmo tutte le compagnie europee a investire e fare la loro parte per migliorare l’economia circolare”, ha aggiunto.

L’associazione chiede anche che le batterie prodotte in Europa includano una percentuale maggiore di contenuto riciclato. Secondo alcuni, come Ralf Mittermayr, Ceo della compagnia austriaca Sauermacher Dienstleistungs, sarebbe necessario imporre percentuali di raccolta analoghe a quelle della plastica e del vetro.

Mittermayr ha sottolineato che queste percentuali di raccolta sono indispensabili per evitare rischi come quelli causati dalle batterie esauste, che se trattate in maniera errata possono prendere fuoco. Questa posizione è supportata dalla Fead, che chiede un sistema unificato a livello europeo per il conferimento delle batterie al litio.

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Una proposta complessa

Aumentare le percentuali di conferimento oltre il 70% proposto potrebbe essere difficile. Lo ha spiegato José Rizo Martin, esperto del direttorato sull’ambiente della Commissione europea, che ha sottolineato che quella è la percentuale realistica a ci si può ambire, contando le batterie che vanno perse o vengono esportate.

Martin ha ricordato alle società di gestione dei rifiuti che gli Stati membri potrebbero vedere le loro richieste come troppo ambiziose, perciò la soluzione migliore sarebbe stata una posizione bilanciata tra le due.

Recentemente, i Paesi dell’Ue hanno criticato la bozza di regolamento perché aumentava gli oneri sui produttori e sulle autorità pubbliche e perché ritevano le tempistiche non realistiche. L’obiettivo della Commissione è quello di armonizzare le regole attraverso l’Ue e garantire la parità di condizioni.

Per garantire l’aumento della percentuale di batterie riciclate, prima di tutto è necessario che la loro estrazione dai prodotti che le contenevano sia semplice. “Attualmente, tutto il peso dell’obbligo di riciclo ricadrebbe sulle società che se ne occupano”, ha spiegato Alessandro Danesi, direttore commerciale dell’azienda italiana S.E.Val.

È essenziale, spiegano le compagnie di riciclo, che sia semplice per i consumatori capire come si devono comportare con le batterie esauste. Se dovesse essere troppo complesso rischierebbe di essere controproducente, spiegano.