Auto elettriche, la corsa rischia uno stop: i target di riduzione della CO2 sono “poco ambiziosi”

auto elettriche [Pixabay]

Secondo un report dell’organizzazione no-profit Transport&Environment gli attuali obiettivi di decarbonizzazione per l’automotive sono troppo modesti e serve un’ulteriore stretta da parte dei legislatori europei.

“Negli ultimi anni, le regole imposte nel Vecchio Continente hanno stimolato la forte espansione del settore consentendo ai veicoli elettrici di arrivare a coprire circa un quinto del mercato europeo. I piani di riduzione delle emissioni attualmente in vigore, tuttavia, appaiono adesso così deboli da costituire un potente freno all’espansione del settore”. A lanciare l’allarme è Transport&Environment (T&E), nel rapporto “The electric car boom is at risk”.

Secondo l’organizzazione no-profit e indipendente che rappresenta 63 organizzazioni in 26 Paesi in tutta Europa il mercato europeo dell’auto elettrica rischia di andare incontro a uno “stallo” a causa di obiettivi europei di decarbonizzazione per l’automotive troppo poco ambiziosi.

Tra il 2022 e il 2030, secondo il rapporto, i cittadini Ue potrebbero acquistare 18 milioni di auto elettriche in meno rispetto a quanto previsto dai piani dei produttori, “generando emissioni extra per 55 milioni di tonnellate di CO2”. Un ammontare superiore alla quota annuale di gas serra rilasciati da tutte le auto circolanti in Spagna, sottolinea T&E.

Per Carlo Tritto, policy officer di T&E Italia, “se i legislatori non interverranno, la forte espansione dei veicoli elettrici, alimentata in passato dalle norme sul taglio delle emissioni, è destinata a vacillare. Ciò è ancora più importante per l’Italia, che ha tassi di motorizzazione tra i più alti d’Europa (655 auto ogni 1.000 abitanti) e le auto da sole rappresentano il 16% delle emissioni aggregate dell’economia”.

In base alle norme vigenti, i produttori devono garantire un taglio delle emissioni di CO2 dei nuovi veicoli pari al 15% nel 2025 e al 37,5% entro il 2030. Ma la  successiva proposta “Fit for 55” della Commissione Europea alzato il target per il 2030 a quota -55% ipotizzando il phase-out (-100%) nel 2035.

Secondo T&E la modestia dello sforzo richiesto all’automotive rischia di mettere in crisi i piani nazionali di contrasto ai cambiamenti climatici che, per l’Italia, impongono un taglio delle emissioni totali pari al 43,7% da qui al 2030. “Per poter raggiungere i rispettivi traguardi. I Paesi membri dovrebbero tagliare le emissioni del comparto automotive dell’80% entro la fine del decennio, fissando una soglia intermedia da varcare nel 2027”, evidenzia il rapporto.

Il rapporto di Trasport&Environment pone l’accento anche su un altro aspetto: la normativa in vigore consentirebbe alle case automobilistiche di sfruttare alcune lacune legislative. “I costruttori – denuncia il report – possono sfruttare delle flessibilità per raggiungere più facilmente gli obiettivi prefissati, che però favoriscono  la vendita di veicoli più pesanti, come i SUV altamente inquinanti e gli ibridi plug-in che, quando non vengono caricati, inquinano più dei veicoli alimentati esclusivamente da combustibili fossili”.

“Le case automobilistiche fanno gran mostra delle loro presunte credenziali verdi ma è un autentico bluff dietro al quale si cela lo sfruttamento di ogni lacuna legislativa per ritardare la data di azzeramento delle emissioni”, afferma la Ong, che chiede al Parlamento europeo e alla Commissione di porre rimedio a queste lacune normative con i nuovi standard, che dovrebbero essere finalizzati entro il 2023.