Aiuti di Stato: l’Ue rinuncia alla spinta green, ma chiede uno sforzo ai governi nazionali

Il vice-presidente esecutivo della Commissione europea Frans Timmermans, anche Commissario per il Green Deal europeo. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

Il commissario europeo per il clima Frans Timmermans ha incoraggiato i governi lunedì (11 maggio) ad applicare condizioni ecologiche al sostegno pubblico per le aziende colpite dal coronavirus, dopo che l’esecutivo del blocco ha deciso di non farlo a livello europeo.

La Commissione europea, che approva i regimi di sostegno statale, ha aggiornato venerdì le sue regole temporanee per le imprese che ricevono aiuti statali durante la pandemia.

Le nuove regole vietano i dividendi, i riacquisti di azioni e i bonus per le società di salvataggio, fintanto che lo Stato ne detiene una partecipazione.

Hanno tuttavia smesso di subordinare l’approvazione degli aiuti di Stato da parte dell’UE alle condizioni climatiche – nonostante gli appelli dei legislatori e dei gruppi verdi a farlo – lasciando invece ai governi nazionali la scelta di aggiungere “fili verdi” ai salvataggi.

“Se una compagnia aerea si rivolge alle autorità nazionali e chiede sostegno, credo sia legittimo chiedersi: Cosa farete in cambio alla società? Metterete un tetto ai bonus? Smetterete di pagare i dividendi? Abbasserete la vostra impronta di carbonio?” Il commissario UE per il clima Frans Timmermans ha detto in una videochiamata con i legislatori lunedì.

L’esecutivo dell’UE ha detto che il suo “Green Deal” per ridurre a zero le emissioni nette di gas serra dell’UE entro il 2050 guiderà la ripresa economica del blocco.

Si è però dimostrato riluttante a utilizzare le regole sugli aiuti di Stato – che sono state concepite per evitare distorsioni della concorrenza – per collegare i regimi di sostegno dei paesi agli obiettivi climatici.

Commissione Ue, nessun "vincolo green" per gli aiuti di Stato

E così, secondo la Commissione UE, le grandi aziende che ricevono risorse di emergenza, nell’ambito della normativa appena aggiornata sugli aiuti di Stato, dovranno riferire su come utilizzano il denaro dei contribuenti, ma non saranno obbligate a spenderlo per rendere …

Le autorità di regolamentazione della concorrenza dell’UE hanno affermato che l’obiettivo attuale è quello di aiutare le aziende colpite da virus a far fronte ai problemi di liquidità e di solvibilità.

Nell’ambito del quadro di riferimento temporaneo riveduto per gli aiuti di Stato, presentato venerdì, le grandi imprese devono riferire sul modo in cui utilizzano i fondi pubblici in linea con gli obiettivi ecologici dell’UE. Il quadro non richiede alle imprese di utilizzare i fondi pubblici per diventare più ecologiche, né obbliga i governi ad applicare condizioni climatiche a sostegno.

Gli Stati membri sono “liberi di progettare misure nazionali in linea con obiettivi politici aggiuntivi”, come gli obiettivi climatici, ha detto la Commissione. Insomma: il solito gioco dello ‘scaricabarile’ fra Commissione (che non impone, ma ‘suggerisce’ agli Stati di assumere misure green) e Stati membri (che, giustamente, scaricano sulla Commissione la scelta di non aver uniformato la scelta con regole vincolani). Come al solito, a farne le spese, sono i cittadini europei, che si ritrovano con interventi differenziati e, in gran parte dei casi, nessuna regola green.