Aerei, l’Ue è pronta a introdurre una tassazione sui carburanti inquinanti

Un Embraer ERJ190 della British Airways fa rifornimento all'aeroporto di Edinburgo. [Mike McBey/Flickr]

La Commissione europea prevede di introdurre una tassa Ue sui carburanti aerei inquinanti, con l’obiettivo di raggiungere obiettivi climatici più ambiziosi. Sarà inserita nel pacchetto di leggi sul clima che verrà presentato il 14 luglio.

La Commissione europea sta preparando una revisione completa della tassazione sull’energia, che farà parte del pacchetto di misure che saranno presentate il 14 luglio con l’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni entro il 2030.

All’interno della bozza attualmente sotto esame c’è la proposta di tassare i carburanti per l’aviazione, che attualmente ne sono esclusi. Questa esenzione “non è coerente con le sfide e le politiche climatiche attuali”, si legge nel documento.

La proposta imporrebbe una tassazione minima per i prodotti energetici, come il carburante per i voli aerei interni all’Ue. Dal 2023, il tasso minimo partirebbe da zero e andrebbe gradualmente a crescere in un periodo di dieci anni, finché non sarà imposto quello finale, che ancora non è stato specificato.

I carburanti sostenibili, come l’idrogeno da fonti rinnovabili e i biocarburanti avanzati, non saranno soggetti a tassazione in questi dieci anni.

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Difficoltà politiche?

Introdurre questa proposta potrebbe essere politicamente difficile. I cambiamenti alle tasse europee richiedono una decisione all’unanimità dei 27 Stati membri, per cui basterebbe un singolo veto per non farli passare.

I singoli Paesi sono responsabili della tassazione nazionale, ma Bruxelles può imporre delle tariffe minime. La tassa sui carburanti aerei si baserebbe sul contenuto energetico e sull’impatto ambientale, andando perciò a penalizzare quelli più inquinanti.

L’obiettivo è incoraggiare le compagnie aeree a passare ai carburanti sostenibili, come il cherosene sintetico, per abbassare le emissioni. L’uso di questo tipo di combustibili è stato bloccato dagli alti costi, tanto che attualmente costituiscono meno dell’1% del totale consumato in Ue.

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L’aliquota fiscale minima dell’Ue non si applicherebbe ai voli cargo o ai “voli di piacere e d’affari”. Con questa espressione si identificano i voli a scopo ricreativo e le aziende che conducono i propri affari usando un aereo privato per gli spostamenti. Gli Stati membri potrebbero scegliere di tassare il carburante di questi voli su base nazionale.

La bozza di proposta introdurrebbe anche delle aliquote minime d’imposta sui carburanti inquinanti usati per la navigazione, la pesca e il trasporto di merci all’interno dell’Ue.