Aerei, Airbus non si aspetta una grande diffusione dell’idrogeno come carburante prima del 2050

Un Airbus A320 della compagnia tedesca Condor decolla dall'aeroporto di Stoccarda. [EPA-EFE/RONALD WITTEK]

Il costruttore aeronautico europeo Airbus non crede che prima del 2050 gli aerei a idrogeno saranno particolarmente diffusi e che saranno limitati solo alle tratte brevi e regionali. Intanto, la compagnia con sede a Tolosa e Air France-Klm chiedono all’Ue di usare i fondi sostenibili per sostenere l’acquisto di nuovi aerei.

Sebbene Airbus sia emerso come il costruttore aeronautico che maggiormente si è avventurato nel campo dell’idrogeno, prevedendo di sviluppare il primo aereo commerciale entro il 2035, non ha mostrato lo stesso ottimismo nel pensare a questo carburante come soluzione per il futuro.

Nella progettazione di un successore dell’attuale spina della sua flotta, l’aereo a medio raggio A320 (che in tutte le sue iterazioni ha visto prodotti finora quasi 10.000 esemplari), Airbus non sembra aver tenuto in considerazione la propulsione a idrogeno come possibile soluzione.

In una presentazione rilasciata davanti ad alcuni rappresentanti dell’Unione europea, Airbus ha spiegato che i velivoli a zero emissioni con la propulsione a idrogeno sarano utilizzati prevalentemente sulle rotte regionali e a corto raggio.

Questo significa che le attuali e future iterazioni delle turbine a gas ad alta efficienza saranno ancora necessarie per la propulsione degli aerei almeno fino al 2050, conclude la presentazione. “Non è stato ancora deciso in quale segmento di mercato si inserirà il primo velivolo a idrogeno”, ha dichiarato un portavoce di Airbus.

Già Boeing aveva dichiarato che usare l’idrogeno come carburante su larga scala prima del 2050 per il nuovo velivolo che rimpiazzerà il 737 non sarebbe stato fattibile. In Europa, la Francia aveva annunciato lo scorso giugno un incremento di fondi per la ricerca nel settore dell’aviazione, con oltre 1,5 miliardi di euro per tecnologie come l’idrogeno. Inoltre, era stato annunciato che il sostituto dell’Airbus A320 avrebbe usato l’idrogeno come carburante principale.

Successivamente, però, queste ambizioni sono state ridimensionate. Diversi portavoce hanno smentito l’idea di utilizzare l’idrogeno per il sostituto dell’A320, principalmente per via delle dimensioni e della diffusione del velivolo, che richiederebbe una grande quantità di infrastrutture a livello globale.

Airbus ha però insistito sul graduale spostamento verso i carburanti sostenibili, con gli A320 destinati ai voli a medio raggio che potrebbero essere i primi a utilizzarli stabilmente. La nicchia inferiore, per gli aeromobili intorno ai 100 posti occupata adesso dagli A220 e dagli Embraer E2, potrebbe essere alimentata da motori elettrici o da idrogeno già nel 2040, mentre solo i piccoli jet da 50-100 posti per il trasporto regionale sarebbero pronti per l’idrogeno negli anni 2030.

Lo scorso settembre Airbus aveva presentato tre concept per velivoli alimentati a idrogeno, che avrebbero dovuto entrare in servizio nel 2035. La decisione definitiva su quale di questi sarà effettivamente selezionato per la produzione verrà presa entro il 2025.

Airbus rivela il progetto per i nuovi aerei commerciali a impatto zero

Il costruttore europeo con sede a Tolosa ha presentato il progetto di tre velivoli passeggeri a idrogeno, che dovrebbero entrare in servizio operativo entro il 2035. Ciascuno presenta una diversa filosofia costruttiva, ma tutti condividono l’ambizione della neutralità climatica.

I tre …

Sostegno economico green dall’Ue

Airbus, insieme con la compagnia aerea Air France-Klm, ha chiesto all’Ue di utilizzare i suoi fondi sostenibili per finanziare l’acquisto di nuovi aeromobili, secondo un documento rilasciato giovedì 10 giugno da InfluenceMap, un gruppo di controllo delle lobby.

In questo documento si legge che offrire incentivi per l’acquisto di nuovi velivoli potrebbe favorire il ritiro dalla circolazione di quelli più vecchi e inquinanti. Airbus aveva già presentato una proposta di incentivi green alla Commissione europea a febbraio.

“Questo schema permetterebbe maggiore risparmio di emissioni se fosse usato per completare gli ordini di acquisto effettuati prima della pandemia”, si legge nel documento. Il Covid-19 ha infatti fermato completamente la produzione e l’acquisto di aeromobili, con moltissime compagnie aeree che si sono viste costrette ad annullare i loro ordini, provocando perdite enormi per l’industria aeronautica.

La Commissione non ha voluto agire immediatamente sulla proposta, temendo che uno schema di supporto per l’acquisto di aeromobili potesse riaprire una contesa vecchia di 15 anni sui supporti per l’aviazione tra Boeing e Airbus.

Secondo il rapporto del gruppo di controllo delle lobby, proprio le stesse compagnie aeree che hanno ricevuto miliardi di euro di sostegni statali per superare la crisi si oppongono alle politiche climatiche più rivoluzionarie nella regione.

Naturalmente, le compagnie coinvolte hanno negato con forza queste accuse, sostenendo di essere pienamente impegnate nella riduzione delle emissioni e nell’obiettivo di raggiungere l’impatto zero entro il 2050.