Il gioco a due sponde di Berlusconi

L’On. Berlusconi nel suo intervento video al vertice del PPE che si è tenuto a Roma ieri, martedì 21 settembre, ha ribadito i valori fortemente e profondamente europeisti del Partito Popolare Europeo – richiamandosi anche ai padri fondatori dell’Europa che provenivano in massima parte da formazioni che oggi compongono il PPE – e proclamando la necessità di un’azione maggiormente incisiva del PPE per il rilancio del processo di integrazione europea. Ma allora una domanda sorge più che spontanea: come può il partito di Berlusconi così dichiaratamente europeista a Bruxelles far parte in Italia dell’alleanza con la Lega di Salvini e Fratelli d’Italia della Meloni? Due partiti che dell’integrazione europea non ne vogliono sapere, che per anni hanno chiesto l’uscita dall’euro, che continuano a sostenere soluzioni nazionaliste e sovraniste in opposizione alle iniziative europee e – dall’interno l’uno e dall’esterno l’altro – spesso anche a quelle del Governo Draghi, e che fanno parte rispettivamente di Identità e Democrazia e dei Conservatori e Riformisti Europei, due Gruppi dichiaratamente contrari all’integrazione europea e al suo rafforzamento.

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