Gli Stati nazionali sono alla base dell’inadeguatezza dell’Europa

Troppo spesso l’Unione Europea è messa sotto processo per colpe di cui ha poca se non nulla responsabilità. Come la recente accusa di essersi accorta troppo tardi della pericolosità insita nella dipendenza energetica dalla Russia o dell’inaffidabilità degli accordi stipulati con il regime di Putin. Ma a ben vedere l’UE non ha alcuna responsabilità in questo, al contrario degli stati membri che detengono ancora l’esclusiva sulla politica estera e su quella energetica che sono decise a livello nazionale e non a livello dell’Unione sebbene proprio l’Unione abbia tentato più volte di proporre un coordinamento e una condivisione a livello sovrannazionale di queste tematiche. È stato necessario lo scoppio di una pandemia mondiale e della conseguente crisi economica perché gli Stati europei accettassero di mettere in comune le risorse e le prerogative decisionali e consentissero all’Unione Europea di lanciare il grande progetto del Next Generation EU. È ora che gli stati europei si rendano conto che la condivisione della sovranità non è una perdita di potere bensì è lo strumento più efficace che hanno per esercitare un ruolo attivo e propositivo per il futuro.

Commissione Europea

Con il sostegno del Parlamento Europeo