Un ‘salto quantico’ per il Next Generation EU

DISCLAIMER: Le opinioni espresse in questo articolo riflettono unicamente la posizione personale dell'autore, non quella di EURACTIV.ITALIA né quella di EURACTIV Media network.

Un'installazione di specchi a Barcellona. [EPA-EFE/Quique Garcia]

Sabato 10 Ottobre, il Ministro Manfredi, ha annunciato l’impegno del Governo per l’aumento degli investimenti in ricerca scientifica. È una notizia positiva e, se gli impegni saranno confermati, lo stanziamento di 15 miliardi di euro in 5 anni ci “allineerebbe” con la Francia, senza tuttavia ancora essere sufficiente a raggiungere la Germania entro il 2026 (obiettivo principale del Piano Amaldi, il fisico che qualche mese fa aveva suggerito al governo di portare la spesa in ricerca, di base ed applicata, all’1,1% del Pil, contro lo 0,5 attuale).

In questo scenario, comunque positivo, di attenzione della politica e dei media per la ricerca e lo sviluppo tecnologico come veri motori di produzione della ricchezza, prende corpo la naturale convoluzione tra il Piano Amaldi e la proposta di Marco Bentivogli di un network a capitale misto, in grado di far emergere il meglio delle competenze e delle tecnologie presenti nel pubblico e nel privato.

L’operazione “Quantum Italia” mette insieme il Piano Amaldi e la rete InnovAction. Quest’ultima, a partire da quattro centri di eccellenza sull’innovazione tecnologica (Cefriel, Deti, Fbk, Links) si propone come punto di accumulazione per la costruzione progressiva di un centro nevralgico nazionale per la ricerca applicata e l’innovazione tecnologica, ispirato alle modalità di funzionamento del Fraunhofer tedesco (la più grande organizzazione europea di ricerca applicata).

Il network Quantum Italia, come si evince dal nome, evoca la necessità di un salto quantico che ci trasporti tra i paesi economicamente più avanzati, consentendo a università ed enti di ricerca pubblici di rendere accessibili alle industrie, oltre alle competenze, infrastrutture e attrezzature: per esempio per effettuare pilot run, studi di fattibilità e essere coinvolte nelle attività di innovation park e distretti industriali fornendo sedi e supporto per industrie e start-up.

Un quadro normativo chiaro, che regoli compensi e conflitti di interesse, dovrebbe consentire ai ricercatori pubblici di collaborare ai progetti di ricerca privati e viceversa. In particolare, il coordinamento effettuato dal network Quantum Italia consentirebbe di sedimentare nei centri e nei territori le competenze dell’innovazione, abbassare le soglie di accesso per le Pmi alla Ricerca & Sviluppo e diffondere competenze a tutti i lavoratori coinvolti in questi processi.

Il ritardo italiano su ricerca di base, applicata e innovazione va recuperato indirizzando (anche ma non solo) le risorse del Next Generation Eu su infrastrutture che arricchiscano in modo permanente il Paese di competenze e capacità di generarle ed aggiornarle senza disperderle in microprogetti o finanziamenti a pioggia che lascerebbero lavoratori e imprese nella situazione di debolezza strutturale che  siamo abituati a vedere ormai da decenni; e che si sta aggravando drammaticamente con lo shock pandemico.

L’operazione Quantum Italia mira a rafforzare le due gambe del sistema della ricerca italiana, pubblica e privata, in modo da poter competere ad armi pari con le economie avanzate e in particolare con il Nord Europa, ponendo le condizioni per uno sviluppo economico consistente, meno soggetto a effetti recessivi e shock come quello che stiamo attraversando.

La massimizzazione del beneficio indotto dal trasferimento tecnologico verso le imprese deve prevedere l’identificazione di settori di esecuzione strategici mission oriented nel sistema della ricerca applicata, dove pubblico e privato concentrino gli investimenti in termini di fondi, risorse umane e infrastrutture.

A questo proposito, alcuni settori di esecuzione di Quantum Italia sono:

  • Supercalcolatori, Intelligenza artificiale
  • Computer quantistici (realizzare un’infrastruttura “open source” come in Francia e Germania)
  • Informatica e Matematica Industriale
  • Chimica, Scienza e Meccanica dei materiali, Nano-tecnologie
  • Spazio e Aerospazio
  • Opto-Elettronica, Laser e Telecomunicazioni
  • Microelettronica e Microsistemi fotonici
  • Robotica Industriale e Civile, Sensori
  • Farmaceutica, Tossicologia e Medicina sperimentale
  • Tecnologie per la Sostenibilità ambientale, Agricoltura e Patrimonio artistico
  • Tecnologie per Trasporti, Infrastrutture e Sicurezza idro-geologica
  • Biologia molecolare, Biochimica, Ingegneria genetica
  • Approvvigionamento e stoccaggio energetico, Fisica dei plasmi
  • Medicina, Telemedicina, Visualizzazione medica e Diagnostica
  • Nutrizione, Cibi di sintesi
  • Cyber-sicurezza, Crittografia, Identità Digitale, e-Government