Per una Cassa Depositi e Prestiti Europea

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Green Deal for Cities

La proposta è di quelle che potrebbero cambiare la nostra percezione dell’Europa. Trasformando quello che molti vedono ancora come un totem dell’austerità da abbattere, il MES (Meccanismo europeo di stabilità), in uno strumento chiave per gli investimenti e la crescita in Europa.

L’idea

L’idea, illustrata in un  policy paper pubblicato dal Centro Studi sul Federalismo, viene dal suo Presidente Alfonso Iozzo (già Presidente della Cassa Depositi e Prestiti in Italia, oltre che Amminstratore Delegato di San Paolo Imi e Presidente del Banco di Napoli) e da Fabio Masini, docente di Storia e teorie delle relazioni economiche internazionali e Cattedra Jean Monnet sulla Governance economica europea a Roma Tre.

In sintesi, gli Autori ritengono ormai superata la funzione del MES come Fondo Salva Stati e, in linea con quanto già proposto dal pacchetto predisposto dalla Commissione UE nel dicembre 2017, ne suggeriscono la trasformazione in un fondo per sostenere le politiche pubbliche dell’Unione Europea. Con investimenti destinati alle grandi comunità locali.

Insomma, uno strumento di credito a lungo termine per l’infrastrutturazione di aree metropolitane ed ambiti territoriali integrati, nei quali sia necessario (ri)costruire un tessuto connettivo di attività capaci di aumentare la resilienza e la risposta delle comunità agli shock: sistemi sanitari innovativi, trasporto pubblico, spazi d’integrazione sociale e culturale, logistica, etc.

MES: dall’emergenza al Green Deal

Di fatto, una sorta di (ben più ampia) estensione della proposta dell’Eurogruppo di utilizzare il MES per fronteggiare le spese connesse all’emergenza. Trasformandolo in un Sustainable Fund capace di mobilitare (grazie ad un capitale di oltre 700 miliardi) fino a 4.000 miliardi di euro d’investimenti su un orizzonte temporale di dieci anni, grazie all’emissione di Sustainable Bonds. Insomma, una Cassa Depositi e Prestiti su scala europea.

Una proposta che ha il pregio di essere immediatamente cantierabile, anche se richiederebbe il progressivo pagamento (su un orizzonte temporale di dieci anni) di tutto il capitale del MES ancora non effettivamente versato.

Criteri di eligibilità e monitoraggio della spesa dovrebbero essere sottoposti alla valutazione della Commissione, sulla base delle sei priorità fissate per la nuova legislatura europea, in particolare il Green Deal. Un buon modo per dare concreta attuazione alla ricostruzione dell’economia europea, con investimenti sostenibili ed opere tangibili per i cittadini del continente.