30 anni fa l’Italia entrava in Schengen

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Lo spazio Schengen

Sono passati 30 anni da quando, il 27 novembre 1990, l’Italia firmava l’Accordo di Schengen. Stipulato cinque anni prima (il 14 giugno 1985) fra Germania, Francia e i tre paesi del Benelux, l’Accordo prevedeva la libera circolazione delle persone fra i paesi aderenti ed allo stesso tempo il rafforzamento delle frontiere esterne. L’Italia fu il primo paese, esclusi i primi cinque paesi membri, ad aderire alla Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen stipulata nel giugno 1990, che entrerà poi in vigore soltanto nel 1995.

Schengen ha favorito opportunità di studio e lavoro all’estero, cambiando la percezione dei concetti di ‘confine’ e di ‘frontiera’ fra i paesi membri. Ha agevolato l’assorbimento di quella che negli ultimi decenni è stata definita la fuga dei cervelli: giovani italiani laureati in cerca di opportunità migliori all’estero. Ha forzato la mano alla creazione di una polizia di frontiera esterna, Frontex, con un personale altamente addestrato di oltre 10.000 addetti e con competenze crescenti.

Ma ha anche agevolato la circolazione di terroristi, immigrati irregolari e criminali vari. Per queste ragioni è stato a più riprese sospeso negli anni passati. Ed è oggi oggetto di un profondo ripensamento.

Ognuna delle tappe dell’integrazione europea (e la libera circolazione delle persone è tra queste) è in realtà una contraddizione nel sistema europeo, che necessita di ulteriori passi avanti. Lo spazio Schengen, con 26 paesi aderenti ed una superficie di oltre 4,3 milioni di chilometri quadrati, presuppone un sistema integrato di polizia interna, un sistema di banche dati integrato ed efficiente, una gestione comune (non semplicemente coordinata) delle politiche migratorie, persino una politica attiva di protezione sociale omogenea (o non troppo disomogenea fra paesi).

Finché, anche in questo campo, prevarranno i distinguo e le gelosie nazionali, non sarà possibile cogliere appieno le potenzialità offerte dalla libera circolazione delle persone. In attesa che ciò accada… buon compleanno, Schengen!