L’azzardo (morale) di Sassoli

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Sassoli

Impazzano ormai da due giorni i commenti sull’intervista di Sassoli a Repubblica, nella quale il Presidente del Parlamento Europeo avrebbe suggerito (così si capisce leggendo il titolo) alla Bce di cancellare i debiti contratti dai governi dell’area-euro per fronteggiare la pandemia. Mi pare necessario ricondurre il dibattito su questa vicenda a toni più precisi e meno sensazionalistici.

Intanto, Sassoli non ha detto che “L’Europa deve cancellare i debiti per il Covid”, come recita il titolo di Repubblica; ma, rispetto alla domanda “Pensa sia anche necessario e possibile cancellare i debiti contratti dai governi per rispondere al Covid?”, ha riposto “è un’ipotesi di lavoro interessante, da conciliare con il principio cardine della sostenibilità del debito”.

Non è quindi la proposta di Borghi del 2018 di cancellare tutti i debiti pregressi degli Stati Europei con un colpo di spugna, facendoli marcire nel bilancio della Bce; anche se Borghi non ha perso l’occasione per twittare ironicamente che stavolta, detta da Sassoli, la sua stessa proposta (ma non lo è affatto) non appare più così “indecente”, come era stata invece definita in quell’occasione.

Non quindi mutualizzare i debiti pregressi; una proposta che accrescerebbe enormemente il rischio di azzardo morale e farebbe giustamente insorgere chi l’indebitamento lo ha fatto per investimenti piuttosto che per sostenere spese di raccolta del consenso elettorale. Proposta che comunque non avrebbe nessuna possibilità negoziale in Europa. Ed oltretutto indebolirebbe la nostra credibilità, faticosamente riconquistata di recente, nelle istituzioni europee.

Ma raffreddare (fino a congelare?) solo gl’interventi d’emergenza. Che, tra l’altro, è esattamente quello che la Bce già sta facendo con il Pandemic Emergency Purchase Programme, che le consente di sfuggire alla regola del Capital Key ed acquistare titoli dei paesi più in difficoltà (come Italia e Spagna). Consentendo alle banche centrali nazionali di acquistare a man bassa i titoli sovrani dei loro paesi getta le premesse per l’allungamento della loro scadenza ed il loro congelamento, avvicinandoli potenzialmente a titoli perpetui a tasso zero. È stato stimato che al 31 dicembre prossimo la Bce avrà in portafogli circa 540 miliardi di Btp, ossia circa un quarto delle emissioni complessive in circolazione, consentendo al Tesoro di rifinanziarsi sui mercati a costi contenuti. Allo stesso tempo, una cancellazione formale, oggi, di parte degli asset in portafoglio – oltre ad essere esplicitamente vietata – implicherebbe una riduzione consistente della quantità di moneta, con potenziali ripercussioni sul mercato che non ci pare il momento migliore per testare.

La parte più interessante del discorso di Sassoli è tuttavia la seconda, ignorata dai media; quella in cui riprende il documento di Lucas Guttenberg (Istituto Jacques Delors di Berlino) di qualche giorno fa, nel quale il collega (così come Sassoli) parte dalla premessa che il potente strumento del Mes ha generato sospetti politici apparentemente insormontabili; e che dovrebbe essere trasformato nel braccio armato della Commissione come strumento di promozione della stabilizzazione macroeconomica e della crescita in Europa, diventando un vero e proprio Tesoro Europeo. Sassoli ha inoltre aggiunto che il passo decisivo da compiere sia l’abbandono delle decisioni collettive all’unanimità, che ingessano la capacità decisionale della Ue.

A poco vale ipotizzare fanta-letture fra le righe di quel discorso, che secondo alcuni sottintendono un riavvicinamento politico con il M5S (che con la Lega aveva inserito la cancellazione dei debiti pubblici in Europa nel programma del precedente governo), magari in vista di una candidatura dell’ultimo momento di Sassoli stesso a Sindaco di Roma (ipotesi ventilata da qualcuno e già declinata seccamente dall’interessato); o con Salvini, per riallacciare un dialogo che porti in modo meno conflittuale alle elezioni del Presidente della Repubblica.

Siamo in tempi straordinari; e in tempi straordinari occorre essere creativi. Quindi non si possono escludere neanche decisioni, che la Bce sola è chiamata ad assumere, che nel tempo portino di fatto alla cancellazione dei debiti oggi assunti per la risposta al Covid-19.

Ma qualsiasi proposta non può che essere assunta nel pieno rispetto della massima responsabilità delle azioni di ciascuno. Che è esattamente il contrario di quanto Borghi, Bagnai & Co. avrebbero voluto ottenere.