La partita a scacchi UE-UK sui servizi finanziari

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Sui servizi finanziari, si sa, si sta giocando una partita strategica fra UE e UK. I due terzi del Pil britannico passano per la City e la sua storica centralità come polo finanziario globale. Da quando si è messa in moto la Brexit, la UE non intende delegare ad infrastrutture finanziarie ormai divenute esterne (Londra) alcuni servizi finanziari strategici. Comprensibile.

L’ennesima mossa di questa partita a scacchi che prima o poi dovrà avere fine l’ha fatta ieri Mairead McGuinness, irlandese, Commissaria Europea ai servizi finanziari UE, ribadendo che la UE potrebbe “impiegare mesi” per decidere se il clearing sui derivati interbancari possa continuare ad aver luogo a Londra. Si tratta, come suggerisce la Reuters, di “miliardi di euro d’interessi” che potrebbero cambiare sede. Ma si tratta soprattutto di assicurarsi, come ha detto la Commissaria, che in caso di “problemi” non si debba fare affidamento a servizi che potrebbero essere interrotti o quantomeno influenzati da autorità regolatorie non interne alla Ue.

Gli accordi sulla Brexit consentono provvisoriamente alle ‘clearing houses’ londinesi di servire i clienti UE fino alla fine di giugno del 2022. Ma ogni decisione deve essere comunicata con tre mesi di anticipo, di fatto anteponendo la data limite alla fine di marzo.

Si tratta solo di una tessera nel più ampio mosaico che dovrebbe portare alla creazione di un vero e proprio mercato finanziario unico (di standing globale) europeo. Ci auguriamo che, appunto, questa battaglia sia solo una delle tessere del mosaico. E che dietro la (naturalmente più che lecita) tattica anti-UK non si celino interessi che, a parte spostare verso Francoforte qualche flusso finanziario aggiuntivo, non intendano affatto realizzare un mercato europeo dei capitali, perfettamente integrato e davvero accessibile universalmente. Questa sarebbe la vera sfida da completare, che potrebbe cambiare la vita a quasi 500 milioni di cittadini europei; e per la quale non basta mettersi di traverso alle istituzioni finanziarie londinesi.