Irregolarità bancarie: come misurarle e monitorarle

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La sede della Deutsche Bank, una delle 20 banche incluse nel progetto Cbr Conduct Cost, a Francoforte. [EPA-EFE/MAURITZ ANTIN]

La crisi finanziaria globale ha esposto i problemi di comportamento delle banche, facendo emergere un gran numero di scandali, dalla vendita impropria di prodotti ipotecari alla manipolazione dei riferimenti di settore. Nonostante radicali modifiche regolamentari, le banche non sono finora riuscite a riguadagnare la fiducia e convincere i depositari, gli investitori e gli enti regolatori che i problemi di cattiva gestione sono un’eredità del passato.

Prima della pandemia di coronavirus, era diffusa l’idea secondo cui le banche erano in uno stato migliore rispetto al 2008 grazie ai significativi cambi di regolamenti. Tuttavia, nuovi scandali, legati in particolare alla violazione delle regole anti-riciclaggio e delle sanzioni economiche, continuano a fare notizia in molti Paesi.

Inoltre, in molti ora temono un’impennata dei comportamenti illeciti, visto che le conseguenze della crisi potrebbero indebolire il controllo sul rispetto delle leggi e dare potenzialmente spazio a nuovi tipi di illeciti.

Una preoccupazione cruciale è quella dell’eventuale riduzione delle risorse a disposizione degli enti regolatori, che potrebbero perciò essere più inclini a offrire esenzioni a interi settori o singole compagnie nel riportare dati che non sono considerati significativi o importanti dal punto di vista sistemico.

L’implementazione di nuove misure regolatorie potrebbe essere ritardata, mentre la tolleranza sul rispetto delle regole (per esempio le banche che violano l’indice di liquidità) potrebbe aumentare. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a episodi di comportamento illecito e a scandali riguardanti aziende del settore tecnologico collegate a istituzioni finanziarie.

Con lo scopo di promuovere la trasparenza nelle attività finanziarie, il progetto Cbr Conduct Cost ha raccolto dati sulla conduzione bancaria di 20 dei più grandi istituti di credito mondiali dal 2008.

Per tenere sotto controllo il costo dei comportamenti illeciti dalla causa alla conseguenza, si assegna un codice-causa, un codice-costo e un codice-colpa a ciascun evento. Questi codici chiariscono, quantitativamente, le circostanze e le conseguenze del comportamento all’origine del costo. Il progetto intende anche presentare una categoria di benchmarking, che comprende il livello dei costi di gestione e il rischio di gestione delle banche come strumento analitico per le stesse e i loro stakeholder.

L’uso di metriche trasparenti e pubblicamente disponibili per i costi di gestione delle banche è un importante passo avanti verso il recupero dell’affidabilità del settore bancario, ed è obbligatorio promuovere una cultura etica nelle aziende finanziarie.

Basandosi sui dati raccolti da 20 dei più grandi istituti di credito mondiali tra gennaio 2008 e dicembre 2018, il rapporto dimostra che queste banche hanno pagato costi di gestione di oltre 377 miliardi di sterline nel periodo. Questi costi vanno oltre le multe per violazione dei regolamenti e includono qualsiasi cosa, dalle sentenze e i risarcimenti al ripagamento dei profitti illeciti, fino al prezzo di riacquisto dei bond e le azioni private che causano comportamenti illeciti.

I costi di gestione accadono più frequentemente in relazione a violazioni regolamentari legate all’integrità delle aziende – condotte che minano la fiducia nella banca – o difetti di condotta aziendale. Quasi il 60 percento dei 377 miliardi di sterline totali sono stati destinati a risarcimenti riparatori dovuti ai regolamenti, con le banche che hanno speso per rimediare a errori precedenti o per aderire meglio alle regole.

Alcune istituzioni sembrano essere protagoniste di ripetute violazioni, avendo ricevuto diverse sanzioni dalle agenzie di regolamentazione in diverse giurisdizioni.

Senza una raccolta completa dei dati sui costi di gestione, è impossibile identificare le aziende che persistono maggiormente nelle condotte illecite e per questo necessitano di controlli più approfonditi e di sanzioni più severe.

Il nostro dataset completo fornisce informazioni importanti sulla performance non finanziaria di una banca, in termini di cultura, gestione, competenza e rischio di contravvenzione ai regolamenti. Il team continuerà a lavorare per aggiornare e ingrandire il dataset, analizzando la performance di gestione di ogni banca a beneficio di un gran numero di stakeholder.

La Prof.ssa Barbara Casu è la direttrice del Centre for Banking Research (Cbr) alla Business School (ex Cass) di Londra.