Il rischio Finlandia per il Piano per la Ripresa

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Le bandiere della Finlandia e della UE

La Finlandia rischia di affossare il Piano di Ripresa e Resilienza europeo. In Italia si discute già sui dettagli di come utilizzare al meglio gli oltre 200 miliardi che spettano al paese ma l’approvazione del Piano non é sicura di passare al voto del Parlamento monocamerale finlandese, previsto nella seconda settimana di maggio.

I guai sono iniziati quando la Commissione Costituzionale del Parlamento ha approvato il 27 aprile la mozione (9 voti contro 8) che obbliga il Parlamento ad approvare il Piano di Ripresa e Resilienza e il collegato aumento delle risorse proprie con una maggioranza di 2/3. Quattro partiti del governo, ossia Partito socialdemocratico, Verdi, Unione della sinistra e Partito della minoranza linguistica svedese hanno votato a favore di un voto a maggioranza semplice; mentre i rappresentanti del quinto partito governativo, il Partito del Centro, ha votato con i partiti dell’opposizione obbligando la plenaria a votare a maggioranza di 2/3.

Proprio la spaccatura all’interno della coalizione governativa finlandese ha creato il rischio che il Piano di Ripresa non passi. Nel mese di aprile il governo finlandese ha registrato  una lunga crisi sul programma economico, con la stessa linea di divisione che si é vista nel voto alla Commissione Costituzionale del Parlamento sulla maggioranza necessaria per il Recovery. In Finlandia il desiderio del Partito del centro di distinguersi dagli alleati (partiti della sinistra e dell’ambientalismo) si spiega con il fatto che teme di perdere voti a favore del partito populista finlandese (i Veri finlandesi), in vista dlle prossime elezioni amministrative. Questo partito di opposizione risulta oggi il primo nei sondaggi tra i tutti partiti finlandesi.

La crisi governativa si é composta con un accordo tra le due donne leader dei principali partiti governativi, la premier socialdemocratica Sanna Marin (34 anni) e la presidente del Partito del Centro, Annika Saarikko (37 anni); ma non esiste certezza che tutti i deputati del Partito del centro voteranno compatti in parlamento per approvare il Piano. Visto che i cinque partiti della coalizione governativa hanno nel parlamento 117 voti su 200, teoricamente è possibile arrivare ai 2/3 dei voti perché la Coalizione nazionale, altro importante partito dell’oppozione, con 38 deputati, ha dichiarato di astenersi nel voto sul Piano di Ripresa.

La Coalizione nazionale, partito membro del Gruppo Popolare europeo, viene considerato il partito più europeista della Finlandia; tuttavia, essendo all’opposizione e decisamente poco entusiasti del Piano di Ripresa, hanno dato indicazione ai propri parlamentari di astenersi al voto nella plenaria. In piú, anche tra le file dei loro membri possono esservi deputati che votano contro il piano. Il loro giudizio sul Piano è che sia concepito male e che il primo ministro Marin non abbia ottenuto un buon risultato per la Finlandia nel negoziato con altri leader dell’UE nel luglio scroso. Per questo la Coalizione nazionale vuole far cadere l’intera responsabilità dell’approvazione del Piano in Finlandia sul governo, in particolare sul primo ministro Marin.

L’approvazione del Piano nell’intera EU dipende così dai calcoli della politica interna finlandese, come ha messo in evidenza qualche giorno fa su questa stessa testata Fabio Masini. Anche dietro il comportamento della Coalizione Nazionale c’é il timore di perdere i voti a favore dei populisti, impegnati in una violenta campagna contro il Piano.

 

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A fine aprile il Sindaco di Helsinki, Jan Vapaavuori, importante figura della Coalizione nazionale, si è espresso con forza perche il suo partito voti in favore del Piano. Per questo in Finlandia sopravvive la speranza che almeno una parte dei deputati di questo partito voti in favore del Piano.

Anche i tre europarlamentari di questo partito si sono espressi in favore. Per una di loro, Sirpa Pietikäinen la bocciatura del piano da parte della Finlandia sarebbe una vergogna enorme per il paese: “far cadere questo pacchetto sarebbe un colpo terribile per l’intera Europa e abbasserebbe la sua credibilità nei mercati. Bocciare il piano sarebbe come darsi la zappa sui piedi”.

Importante é anche la presa di posizione, molto netta, del Ministro delle finanze Matti Vanhanen, ex-primo ministro ed autorevole esponente del Partito del Centro, che ha chiesto un voto in favore del Piano da parte di tutti i deputati del suo partito.

Dietro questa agitazione politica diffusa serpeggia nell’opinione pubblica (anche quella pro-governativa) l’insoddisfazione per un Piano di ripresa che mette nelle mani dell’Italia una cifra enorme, in forma di aiuti e prestiti. In Finlandia ci si chiede perchè l’Italia non faccia pagare la ripresa con le imposte dei propri cittadini benestanti, essendo un paese dove la percentuali dei ricchi con grandi patrimoni  é molto maggiore che in Finlandia.

Il primo maggio é stato pubblicato un sondaggio d’opinione secondo il quale 55% dei finlandesi approva comunque il Piano di ripresa, in nome dell’unità e dell’importanza di mantenere insieme l’UE. Il 56% pensa anche che il Piano garantisca la fiducia dei mercati ed impedisca il crollo dell’economia nell’area europea, decisamente fondamentale anche per il destino dell’economia nazionale finlandese. Altre opinioni (51%) metteono però in evidenza il timore che il pacchetto possa indebolire l’economia finlandese e per il 48% il Piano é un “trasferimento inutile di fondi ai paesi del Sud”.