Il peso politico dell’inflazione

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La cancelliera tedesca Angela Merkel. [EPA-EFE/CLEMENS BILAN / POOL]

Nei giorni scorsi in Germania sono stati pubblicati i dati macroeconomici relativi al secondo trimestre 2021. Un dato, in particolare non poteva passare inosservato: il rialzo dell’inflazione a livelli mai visti da almeno 13 anni (pre-crisi del 2008). Il Ministro delle Finanze Olaf Scholz si è precipitato ad affermare che il rialzo è solo temporaneo. Il perché lo abbia fatto dovrebbe destare qualche preoccupazione.

L’affermazione decisiva del suo comunicato stampa è infatti la seconda. Dopo aver affermato che l’inflazione ha battuto tutti i record ma che questo picco è transitorio, ha detto infatti: “Attualmente, non vi sono segnali di una spirale prezzi-salari che potrebbe portare ad un livello permanentemente più elevato dell’inflazione”; sottolineando piuttosto la sua comparsa come “l’effetto più evidente della ripresa economica”. Il messaggio era rivolto in particolare ai sindacati riconducibili ai Verdi, che avevano subito suggerito di rivedere i salari per tener conto della diminuzione del potere d’acquisto.

Scholz è stato designato come candidato al cancellierato da parte della Spd per l’era post-Merkel. E si scontrerà con Armin Laschet (candidato Cdu) e soprattutto con Annalena Baerbock (sostenuta dai Verdi), data in forte crescita in vista delle elezioni federali del 26 settembre. Sull’inflazione si gioca quindi una battaglia politica prima ancora che economica. L’avversione dei tedeschi verso l’aumento dei prezzi, il ruolo quasi sacro dei risparmi (che con l’inflazione perdono valore), il tema sociale del potere d’acquisto e della sua salvaguardia sono quindi fattori che non possono essere lasciati alla semplice presentazione di sterili dati. Devono diventare oggetto di specifiche narrazioni, da interpretare, addomesticare e piegare agl’interessi di ciascuna delle forze politiche in campo.

L’Italia per ora ha tutt’altri problemi. E difficilmente quello dell’inflazione scalderà gli animi dei cittadini, come invece avviene in Germania. Ma se e quando i suoi effetti distributivi inizieranno a farsi sentire sulla società, anche da noi la narrazione dell’inflazione, della sua natura, del modo di affrontarla e mitigarla o approfittarne per manovre redistributive striscianti potrebbe diventare improvvisamente cruciale nelle prossime tornate elettorali.