Come funziona EIB Global, la nuova banca per lo sviluppo dell’UE

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Il nuovo braccio operativo della Banca europea per gli investimenti in tema di sviluppo dovrebbe essere determinante per il successo del progetto Global Gateway dell’UE. “Perché allora ci sono così poche informazioni sulla struttura e sul mandato della EIB Global?” si chiedono Farwa Sial e Adrian Chikowor.

Farwa Sial è responsabile delle politiche e dell’advocacy presso la Rete europea sul debito e lo sviluppo (Eurodad); Adrian Chikowor è consulente per le politiche di finanza pubblica e privata internazionale presso il Forum e la Rete africana sul debito e lo sviluppo (Afrodad).

La EIB Global, nuovo braccio operativo della Banca europea per gli investimenti (BEI), è attiva da gennaio 2022. Tuttavia, nonostante la sua importanza per l’architettura finanziaria dell’Unione europea in materia di sviluppo, ha ricevuto poca attenzione da quando è stata approvata dal Consiglio di amministrazione nel settembre dello scorso anno.

Al netto di annunci sulla creazione di un nuovo gruppo consultivo per guidare il Consiglio di amministrazione della BEI e i piani per una maggiore presenza regionale, le informazioni sulla sua struttura, sulla sua governance e persino sul suo mandato sono molto limitate. Non sono state destinate nuove risorse finanziarie a EIB Global e non è chiaro in che modo i suoi investimenti si differenzino da quelli della BEI.

Inoltre, finora non è stato possibile includere le rappresentanze dei Paesi in via di sviluppo nel processo decisionale. In altre parole, sembra che stiamo assistendo a poco più di un esercizio di rebranding.

La EIB Global deve dimostrare di poter avere un impatto rilevante in materia di sviluppo

L’UE sta rinnovando i suoi asset per il finanziamento dello sviluppo, apparentemente per armonizzare e semplificare le sue operazioni, e il ruolo della BEI risulta centrale in questo contesto.

In effetti, la BEI è l’unico organismo in grado di aprire finestre di investimento dedicate ai prestiti nei confronti di enti sovrani e sub-sovrani, e sarà in competizione con altre banche pubbliche per accedere alle garanzie del bilancio UE a sostegno del settore privato.

Tuttavia, nella ricerca del successo commerciale, la banca ha investito in progetti controversi in tutto il mondo. Le organizzazioni della società civile (OSC) hanno documentato gli impatti dannosi dei progetti della BEI in Paesi come Nepal, Kenya, Georgia e Bosnia-Erzegovina.

Le comunità colpite hanno presentato numerosi reclami in merito alle conseguenze sulle loro vite e sui loro mezzi di sussistenza. Negli ultimi anni, la maggior parte dei casi trattati dal meccanismo di reclamo della BEI riguardava progetti al di fuori dell’UE.

Il notevole divario tra gli standard della BEI e la loro attuazione sul campo è stato analizzato in un rapporto congiunto della società civile, che include le preoccupazioni per l’erosione dell’autorità dei cittadini, data la mancanza di partecipazione e le scarse valutazioni di impatto ambientale e socio-economico.

Inoltre, anche altre parti interessate come il Consiglio europeo, il Parlamento e il Mediatore hanno chiesto un maggiore impatto sullo sviluppo, una maggiore trasparenza e il monitoraggio degli investimenti della BEI al di fuori dell’Europa. Nonostante ciò, queste richieste sono state ampiamente ignorate.

Prestiti allo sviluppo e indebitamento dell’Africa

La creazione di EIB Global coincide anche con un’epoca di estrema turbolenza. Gli effetti negativi della pandemia, l’instabilità geopolitica sulla scia della guerra in Ucraina e l’impennata dei prezzi delle materie prime stanno aggravando il peso del debito di molti Paesi in via di sviluppo.

Gli ultimi calcoli del Fondo Monetario Internazionale (FMI) mostrano che più della metà dei Paesi a basso reddito è in difficoltà o a rischio indebitamento, con una grande maggioranza concentrata in Africa. L’African Network of Debt and Development – un’organizzazione della società civile che si occupa della cancellazione del debito in Africa – ha lanciato l’allarme su un’imminente crisi del debito.

Nel corso degli anni, molti Paesi africani sono stati costretti a dirottare risorse dalla spesa pubblica al pagamento del debito e la situazione non fa che peggiorare. La dipendenza dal credito commerciale è un circolo vizioso: i progetti non generano entrate fino a quando il debito del finanziatore non viene saldato e le tariffe a carico dei cittadini escludono l’accesso ai servizi essenziali.

Nel complesso, l’indebitamento non solo ha un impatto negativo sui mezzi di sussistenza, ma erode anche l’impegno civico a livello nazionale.

Negli ultimi mesi, EIB Global è stata anche presentata come un ente rilevante per il progetto faro dell’UE da 300 miliardi di euro, il Global Gateway, concepito per migliorare la connettività globale attraverso il finanziamento di grandi progetti infrastrutturali con un forte ruolo del settore privato dell’UE.

È stato dimostrato che la portata di questi progetti accelera in modo esponenziale il debito pubblico nei Paesi africani e contribuisce ad approfondire la dipendenza dalle materie prime, in quanto enfatizza una strategia guidata dalle esportazioni per i Paesi in via di sviluppo.

Come riportato dall’UNCTAD nel 2021, l’Africa è il continente che riscontra la maggiore  dipendenza dalle materie prime. Il ruolo di EIB Global nel garantire la sostenibilità del debito e nel contribuire alla trasformazione socio-economica è quindi cruciale.

Finanziamenti allo sviluppo senza dipendenza: come arrivarci?

EIB Global potrebbe rappresentare un’opportunità per la banca di concentrarsi su un modello di finanziamento dello sviluppo che risponda alle esigenze dei Paesi beneficiari.

La struttura della sua governance, attualmente incentrata sugli azionisti (gli Stati membri dell’UE) e sulle istituzioni europee, potrebbe essere modificata rafforzando la partecipazione dei paesi in via di sviluppo e garantendo che le comunità colpite stabiliscano le proprie strategie e priorità.

Senza un’equa rappresentanza dei partner deli paesi in via di sviluppo e senza una maggiore trasparenza e responsabilità, la creazione di un’altra banca che fa leva sugli interessi commerciali dell’UE non è affatto coerente con l’obiettivo dichiarato di essere una banca a favore dello sviluppo.

Un recente rapporto contiene una proposta che potrebbe consentire a EIB Global di operare con successo nell’interesse pubblico. La proposta si basa su tre pilastri interconnessi: lo sviluppo definanziato, la democratizzazione e la decolonizzazione delle operazioni e la co-creazione di parametri importanti per uno sviluppo sostenibile ed equo.

In generale, la proposta chiede che EIB Global aderisca agli obiettivi di pubblica utilità, basandosi su mandati e processi rinnovati che istituzionalizzino i valori democratici e i processi di sviluppo equo. Ciò che non dovrebbe fare è dare priorità agli interessi degli investitori privati.

I cittadini, le comunità, le organizzazioni della società civile e gli azionisti della BEI, compresi gli Stati membri dell’UE, hanno un ruolo importante da svolgere per realizzare tutto questo.

Porre l’obiettivo pubblico al centro di EIB Global è fondamentale se si vuole che essa svolga un ruolo efficace nel finanziamento dello sviluppo sostenibile sulla scia della crisi COVID-19 e nell’ambizione a lungo termine di realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e l’Accordo di Parigi.

Esortiamo il Consiglio dei governatori a intraprendere azioni rilevanti in questo senso.