Zone rurali, la Commissione europea annuncia un piano per rafforzare coesione e connettività

La vicepresidente della Commissione per la democrazia e la demografia Dubravka Šuica (a sinistra), il commissario all'agricoltura Janusz Wojciechowski (al centro) e la commissaria alla coesione Elisa Ferreira (a destra) presentano il piano a lungo termine per le zone rurali. 30 giugno 2021. [EPA-EFE/Francisco Seco POOL PHOTO]

La Commissione europea ha presentato una visione a lungo termine per le zone rurali europee. Attraverso previsioni e consultazioni con i cittadini sono stati proposti un patto e un piano d’azione per rendere queste aree più forti e resilienti.

Le zone rurali ospitano quasi il 30% della popolazione Ue, ovvero circa 137 milioni di persone, e coprono l’80% del territorio. Gli abitanti di questi territori saranno attori principali nella transizione verde e digitale, ma spesso le aree rurali non vengono considerate né sostenute a sufficienza.

Nelle aree rurali l’età media della popolazione è superiore a quelle urbane e questo divario inizierà a ridursi solo nel prossimo decennio. Inoltre, finora la mancanza di connettività, l’insufficienza delle infrastrutture e le scarse opportunità di lavoro le hanno rese poco attraenti e favorito un graduale spopolamento.

È stato perciò lanciato dalla Commissione europea un Patto rurale, che riunirà soggetti a livello nazionale, regionale e locale per sostenere gli obiettivi comuni della visione, migliorare la coesione economica e territoriale e incoraggiare lo scambio di migliori pratiche a tutti i livelli.

Inoltre, la Commissione ha presentato un piano d’azione per promuovere uno sviluppo sostenibile delle aree rurali. In questo senso, la Pac e la politica di coesione saranno fondamentali per attuarlo, rendendo queste zone più connesse, sia dal punto di vista dei trasporti che digitale, e favorendo le attività ecologiche.

Allarme spopolamento nelle aree rurali: le campagne europee sono sempre più disabitate

L’allarme emerge dal progetto di ricerca ‘Escape’, del programma studi ESPON, specializzato in analisi delle politiche regionali. Secondo lo studio, tre regioni rurali su cinque in Europa -ovvero il 40% del territorio e il 30% della popolazione- sono o saranno colpite …

Saranno introdotte le cosiddette ‘verifiche rurali’, strumenti per valutare l’impatto delle politiche europee su queste aree, mentre nella Commissione sarà istituito un ‘osservatorio rurale’ che sarà responsabile della raccolta e analisi di dati su questi territori.

“Cambieremo il modo in cui le aree rurali sono percepite e daremo loro una voce più forte”,  ha dichiarato la vicepresidente della Commissione responsabile della demografia e democrazia Dubravka Šuica. “Vogliamo imprimere loro un nuovo slancio, evidenziando la loro essenza di luoghi attraenti e dinamici, proteggendo al contempo il loro carattere”, ha proseguito.

“Le zone rurali sono cruciali per l’Ue in quanto producono alimenti, tutelano il patrimonio e preservano il paesaggio”, ha dichiarato il commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski. “È nostro dovere fornire loro gli strumenti per valorizzare appieno le opportunità future e risolvere i problemi”.

“La nuova Politica agricola comune (Pac) contribuirà alla visione, dando impulso a un settore agricolo intelligente, resiliente e diversificato, migliorando la tutela dell’ambiente e l’azione per il clima e rafforzando il tessuto socioeconomico delle zone rurali”, ha concluso Wojciechowski.

Infine, la commissaria alla coesione Elisa Ferreira ha evidenziato le differenze tra le diverse aree, che nonostante siano alle prese con le stesse sfide, “dispongono di mezzi, punti di forza e capacità diverse per farvi fronte”. Ecco quindi che le politiche per le aree rurali devono tenere conto di queste specificità, ha proseguito, evidenziando che le soluzioni devono essere concepite per le esigenze delle singole comunità e le autorità regionali e locali devono essere coinvolte.

Bei: "Servono 200 miliardi per portare la banda larga nelle aree rurali"

L’Europa dovrà investire circa 200 miliardi di euro affinché i cittadini delle varie zone rurali possano avere un accesso alla banda larga di almeno 100 megabit al secondo. Questa la posizione di Harald Gruber, il responsabile dei progetti della divisione …

Dopo l’annuncio della visione a lungo termine, la Commissione valuterà entro la fine dell’anno le modalità per raggiungere gli obiettivi insieme al Comitato delle regioni. Entro la metà del 2023 saranno valutate le azioni messe in campo dai singoli Stati membri a beneficio delle aree rurali.