Yellen all’Eurogruppo: la battaglia Ue-Usa sulla digital tax per ora è rinviata

epa09340486 United States Secretary of the Treasury Janet Yellen (L), German Finance Minister and Vice Chancellor Olaf Scholz (C) and Eurogroup president Paschal Donohoe (R) during a family picture at the end of a meeting of Eurogroup Finance Ministers, at the European Council in Brussels, Belgium, 12 July 2021. EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ

Bruxelles tende la mano a Washington e rinvia la sua proposta in attesa che si finalizzi il lavoro sulla minimum global tax in sede Ocse.

La battaglia tra Ue e Stati Uniti sulla digital tax è rinviata all’autunno. La Commissione europea ha deciso di rinviare la presentazione della proposta relativa a una tassa sui servizi digitali che era prevista per la fine di luglio. L’esecutivo Ue vuole dare il tempo all’Ocse di completare entro ottobre il lavoro per raggiungere un accordo completo sulla tassa minima globale per le multinazionali.

Per la segretaria al Tesoro americano Janet Yellen, la decisione di Bruxelles rappresenta una mezza vittoria. Gli Stati Uniti avevano chiesto all’Ue di prendere tempo, temendo che la pubblicazione del progetto europeo facesse “deragliare completamente i negoziati” a livello di Ocse.  Bruxelles ha accolto la richiesta, tuttavia i maggiori esponenti della Commissione, da Von der Leyen a Dombrovskis, da Gentiloni a Breton nei giorni scorsi avevano ribadito che l’Ue quella tassa la vuole e soprattutto ne ha bisogno per finanziare il piano di ripresa Next Generation Eu.

“Con l’accordo al G20 finisce caos delle digital tax unilaterali”, aveva detto Yellen dopo l’accordo dei giorni scorsi mettendo in chiaro che gli Stati Uniti non accetteranno altre iniziative di questo tipo. Bruxelles però ribadisce la legittimità della sua proposta, che per non irritare gli Usa sarà abbastanza diverso rispetto alla precedente. “La messa in opera del Digital levy non interferisce con il processo all’Ocse”, ha assicurato Dombrovskis. A pagarla infatti saranno soprattutto le imprese europee del settore e non i Gafa, come da progetto iniziale.

Sostegno alla ripresa e Next Generation Eu

La segretaria al Tesoro Usa, intervenendo alla riunione dell’Eurogruppo, ha invitato i governi europei a considerare di rafforzare le misure di sostegno alla ripresa in questa fase per contribuire di più alla ripresa globale. I ministri delle Finanze e dell’Economia dell’Eurozona per ora non hanno accolto l’invito, limitandosi a confermare che il sostegno della politica di bilancio dell’area euro continuerà anche nel 2022, come ha spiegato il presidente Paschal Donohoe.

“Siamo tutti d’accordo che l’incertezza rimane alta. In questo contesto, è importante che l’orientamento di bilancio rimanga di sostegno fino al 2022. In futuro, è importante che gli Stati membri prendano seriamente in considerazione ulteriori misure di bilancio per garantire una solida ripresa nazionale e globale”, ha dichiarato Yellen nel suo intervento al vertice dei ministri dell’Economia e delle Finanze della Zona Euro.

“Condividiamo con l’amministrazione americana la convinzione che dobbiamo ricostruire la nostra economia e ricostruirla meglio”, ha dichiarato in proposito il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni al termine dell’Eurogruppo.

La segretaria al Tesoro nel corso del suo intervento ha lodato il Next Generation Eu, definendolo un “passo storico verso l’approfondimento dell’Unione economica e monetaria, che ridurrà la probabilità che questa crisi porti a pericolose divergenze nei risultati economici dei diversi Paesi dell’Unione”. Per Yellen il Next Generation Eu “può facilitare la crescita e gli investimenti che spingono la produttività nelle transizioni verde e digitali”.

Global minimum tax

“La sostenibilità di bilancio a lungo termine è di fondamentale importanza, ed è uno dei motivi per cui dobbiamo continuare a lavorare insieme per attuare una tassa minima globale di almeno il 15%, in linea con l’impegno assunto dal G20 pochi giorni fa. Ci auguriamo che tutti gli Stati membri dell’Ue si uniscano al consenso e che l’Unione europea avanzi su questo tema”, ha aggiunto. “Abbiamo bisogno di fonti di reddito sostenibili che non si basino su un’ulteriore tassazione dei salari dei lavoratori e sull’esacerbazione delle disparità economiche che tutti ci impegniamo a ridurre. Dobbiamo porre fine alle società che trasferiscono il reddito in giurisdizioni a bassa tassazione e agli espedienti contabili che consentono loro di evitare di pagare la loro giusta quota. Dobbiamo garantire che l’economia globalizzata non continui a imbrogliare la nostra classe media in modo che possa rimanere aperta e libera, incoraggiando così la crescita economica e la certezza delle imprese”.