Voucher al posto dei rimborsi: l’Ue avvia procedura d’infrazione contro l’Italia

Alcuni passeggeri in attesa del volo all'aeroporto di Stoccolma. [EPA-EFE/STINA STJERNKVIST SWEDEN OUT]

La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora per violazione dei diritti dei passeggeri. Il governo ha due mesi di tempo per rispondere.

I voucher non possono essere l’unica forma di risarcimento per voli e viaggi annullati. Ai consumatori infatti deve essere garantita la possibilità di scegliere tra questa opzione e il rimborso. A ribadirlo è la Commissione europea che ha avviato una procedura d’infrazione nei nei confronti dell’Italia e della Grecia perché hanno adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso.

L’opzione prevista dal decreto «Cura Italia» dello scorso marzo, è in contrasto con i regolamenti europei che consentano sempre al passeggero di poter scegliere tra rimborso e voucher.

La legge di conversione del decreto tuttavia precisava che il risarcimento tramite voucher poteva essere preso in considerazione solo per i voli cancellati a seguito delle restrizioni in vigore durante l’emergenza Covid. Il che significa che per i voli cancellati dopo la riapertura delle frontiere europee i passeggeri possono pretendere il rimborso, come hanno evidenziato più volte le associazioni dei consumatori.

“I diritti dei passeggeri rimangono validi anche nell’attuale contesto senza precedenti e le misure nazionali a sostegno del settore non devono ridurli”, ribadisce la Commissione europea nella lettera inviata a Roma e Atene, che ora hanno due mesi di tempo per rispondere.

Italia e Grecia insieme ad altri otto sono soggetti a un’altra procedura di infrazione per le norme nazionali specifiche sui viaggi “tutto compreso” che consentono agli organizzatori di emettere voucher invece del rimborso in denaro per viaggi annullati, o di posticipare il rimborso ben oltre il periodo di 14 giorni, come stabilito nella direttiva sui viaggi tutto compreso.