Volontariato europeo: per i giovani la strada verso l’occupazione inizia da qui

Per favorire la formazione e fornire ai giovani competenze spendibili sul mercato del lavoro l’Unione europea finanzia progetti di volontariato come il “Corpo europeo di solidarietà” o il programma Ivy.

Nel 2019 3,3 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni erano in cerca di lavoro nell’Unione europea. Nello stesso anno, i Neet (giovani che non sono né alla ricerca di un lavoro né in un progetto educativo o formativo) erano il 16,4 per cento della popolazione europea tra i 15 e i 24 anni. Per rispondere alle tematiche della disoccupazione e della formazione giovanile l’Unione europea finanzia progetti di volontariato a beneficio sia delle organizzazioni ospitanti sia dei giovani volontari. Tra questi c’è il  “Corpo europeo di solidarietà” (Esc), che prevede l’impiego di giovani da tutta Europa in progetti di inclusività e coesione sociale. Il bando 2020 per il finanziamento delle organizzazioni è ancora aperto, la scadenza è prevista per il 17 settembre.

I progetti interregionali

Il progetto Ivy (Interregional voluntary youth) invece è un programma europeo giovane, attivo dal marzo 2017, che ha coinvolto 489 giovani volontari europei tra i 18 e i 25 anni in progetti di integrazione europea e territoriale sui temi di ambiente, economia e società. Le organizzazioni ospitanti sono impegnate in progetti finanziati da Interreg per la cooperazione territoriale, i volontari coinvolti sono soprattutto neolaureati o all’inizio del loro percorso nel mondo del lavoro. I progetti Ivy durano dai 2 ai 6 mesi e offrono un supporto economico che varia da 21 a 32 euro al giorno. 

“La professionalità che c’è in questi progetti è rara e speciale. L’obiettivo di Ivy non è l’occupazione in sé. Le competenze che vengono imparate sono poi spendibili sul mercato del lavoro”, ha spiegato Cinzia Dellagiacoma, project manager Ivy dell’associazione Aebr, per la cooperazione delle regioni transfrontaliere. “I ragazzi fanno esperienze piuttosto forti dal punto di vista della professione. Abbiamo due tipi di volontariato, reporter e partner. I reporter lavorano sulla comunicazione negli enti che gestiscono i fondi Interreg. I partner fanno più attività collegate all’obiettivo specifico del progetto. Quello che li accomuna è l’integrazione europea e territoriale”. 

Scambi rallentati dal Covid

Da un anno il programma Ivy ha aperto anche ai volontari delle Pre accession countries (Balcani e Turchia), Efta (Norvegia e islanda), Svizzera e gli Eni (Neighbourhood policies, tra cui Azerbaijan, Moldova, Libano Palestina). “Abbiamo avuto un volontaria in un programma Ipa ( Italia, Montenegro e Albania), due o tre dai Balcani, non ancora nei paesi terzi”, ha spiegato Dellagiacoma. Per ragioni di sicurezza la pandemia ha rallentato la frequenza degli scambi e lo sviluppo di nuovi progetti ma i alcuni volontari hanno portato avanti i loro progetti: “Non abbiamo fatto viaggiare nessuno da marzo a luglio, ma abbiamo lasciato fare esperienze in remoto. Addirittura qualcuno dall’Islanda ha fatto un progetto in Germania. Si sono arrangiati il mentore e il ragazzo. È andata bene ma non è la stessa cosa che fa l’esperienza dal vivo. Per questo motivo da un mesetto qualcuno ha ripreso a viaggiare, anche chi era a metà del percorso”.

Il programma è finanziato attraverso il fondo di sviluppo regionale. “Per ora siamo stati prolungati di 12 mesi, fino alla fine del 2021. La Commissione sembra soddisfatta con il progetto e noi riceviamo quasi sempre feedback positivi.  L’interesse c’è, con il nuovo budget è da vedere”. Il fondo regionale e per la coesione è uno dei più importanti strumenti che l’Unione europea mette a disposizione per lo sviluppo delle regioni e la cooperazione tra queste. Nel Consiglio europeo del 21 luglio, i 27 capi di governo degli Stati membri hanno raggiunto un accordo sia sul budget straordinario per il Recovery Fund, pari a 750 miliardi di euro, sia sul budget di lungo termine, che prevede lo stanziamento di 1087 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. 377,8 miliardi sono previsti per le voci di spesa dedicate a “coesione, resilienza e valori”. Il volontariato giovanile rientra in questi obiettivi.