Voli aerei: riprendono i viaggi ma manca il personale

Pesanti code alle partenze dell'aeroporto di Amsterdam Schiphol. [EPA-EFE/Phil Nijhuis]

Dopo due anni di pandemia, l’estate 2022 sembrava quella dove il traffico aereo sarebbe tornato a livelli normali. Invece, la ripresa dei viaggi sta evidenziando una grave carenza di personale.

Dopo tutte le difficoltà patite nei due anni di pandemia, quando il traffico aereo si è ridotto drasticamente per via delle restrizioni ai viaggi, quest’estate sembrava quella della definitiva rinascita. Tuttavia, aeroporti e compagnie si trovano ad affrontare una carenza di personale.

La volontà di viaggiare è tornata ai livelli pre-Covid e, anzi, in tanti sembrano voler recuperare il tempo perso nei due anni precedenti e tornare a muoversi con regolarità. In tutto questo, però, il settore aeronautico aveva visto una contrazione dei posti di lavoro e ora si trova impreparato ad affrontare il ritorno dei viaggiatori.

Alcuni aeroporti in Francia, Spagna, Germania e Olanda hanno offerto aumenti di stipendio e bonus ai lavoratori che raccomandano un amico per l’assunzione, mentre le compagnie hanno aperto migliaia di disponibilità per posti di lavoro in tutta Europa.

Tuttavia, le assunzioni non saranno mai abbastanza veloci da coprire il rischio di voli cancellati  e lunghe attese anche dopo il picco estivo, dicono gli esperti. Carenze di lavoratori e scioperi hanno già causato problemi a Londra, Amsterdam, Parigi, Roma e Francoforte in primavera.

Le compagnie aeree, tra cui anche la low-cost Easyjet, stanno cancellando centinaia di voli estivi e nuovi scioperi si stanno tenendo in Belgio, Spagna, Francia e Scandinavia. Lunedì 20 giugno la compagnia britannica ha fatto sapere che avrebbe tagliato ancora più servizi nel periodo estivo per aiutare a risolvere problemi tra cui la carenza di personale e il blocco dei voli a Londra Gatwick e Amsterdam.

Mentre i leader dell’industria globale si incontrano questa settimana in Qatar, uno dei temi principali sarà chi si prenderà la responsabilità per il caos tra compagnie aeree, aeroporti e governi. “Tutte le parti in causa hanno la colpa di non aver affrontato adeguatamente l’impennata della domanda”, ha detto James Halstead, socio amministratore della società di consulenza Aviation Strategy.

L’aviazione ha perso 2,3 milioni di posti di lavoro a livello globale durante la pandemia, con le attività di assistenza a terra e la sicurezza a soffrire di più secondo la lobby industriale Air Transport Action Group.

Molti lavoratori sono tentati da non ritornare nel settore, puntando sulla ‘gig economy’ oppure sulla possibilità di pensione anticipata. “È chiaro che ora hanno alternative e possono cambiare lavoro”, ha dichiarato Rico Luman, economista senior di Ing.

Pur prevedendo che la pressione dei viaggi si allenterà dopo l’estate, Rico Luman afferma che la carenza di manodopera potrebbe persistere perché i lavoratori più anziani restano fuori e, cosa fondamentale, meno giovani sono disposti a sostituirli.

“Anche in caso di recessione, il mercato del lavoro rimarrà rigido almeno per quest’anno”, ha dichiarato.

Morale basso

Un fattore importante che rallenta le assunzioni è il tempo necessario ai nuovi lavoratori per ottenere l’autorizzazione di sicurezza: in Francia, secondo il sindacato Cfdt, fino a cinque mesi per i lavori più sensibili.

Secondo le testimonianze dei lavoratori, la carenza di personale porta chi rimane a essere sobbarcato di lavoro eccessivo, mentre i passeggeri che subiscono i ritardi diventano aggressivi e in generale il morale si abbassa.

Dopo i numerosi disagi di maggio, la situazione in Francia si sta stabilizzando, ha dichiarato Anne Rigail, amministratore delegato della divisione francese di Air France-KLM. Tuttavia, gli aeroporti parigini Charles de Gaulle e Orly, dove un sindacato ha indetto uno sciopero per il 2 luglio, hanno ancora bisogno di coprire un totale di 4.000 posti vacanti, secondo l’operatore.

In Olanda, dove la disoccupazione è molto più bassa (3,3%), i posti vacanti sono a livelli record e l’hub di Schiphol della Klm ha visto centinaia di voli cancellati e lunghe code.

Schiphol ha ora dato un bonus estivo di 5,25 euro all’ora a 15.000 lavoratori nei settori della sicurezza, dello smistamento bagagli, dei trasporti e delle pulizie – un aumento del 50% per coloro che percepiscono il salario minimo.

“È ovviamente una cifra enorme, ma non è ancora sufficiente”, ha dichiarato Joost van Doesburg del sindacato Fnv. “Siamo onesti, le ultime sei settimane non sono state proprio una pubblicità per venire a lavorare in aeroporto”.

La scorsa settimana Schiphol e il londinese Gatwick hanno presentato piani per limitare la capacità durante l’estate, costringendo a ulteriori cancellazioni mentre le compagnie aeree, gli aeroporti e i politici litigano sulla crisi.

Scambi di accuse

Luis Felipe de Oliveira, a capo dell’associazione globale degli aeroporti Aci, ha dichiarato a Reuters che le accuse ricadono ingiustamente sui terminal e che le compagnie aeree dovrebbero fare di più per contrastare le code e l’aumento dei prezzi.

Willie Walsh, direttore dell’Associazione internazionale per il trasporto aereo (Iata), ha liquidato come “isteria” le voci di un crollo dei viaggi aerei. “È stata una situazione negativa per alcuni consumatori, e chiaramente le compagnie aeree e gli aeroporti vogliono scusarsi per questo”, ha dichiarato a Reuters.

“Ma dobbiamo contestualizzare il fenomeno; non è presente in tutti gli aeroporti… Non ho assistito alle storie dell’orrore che ho letto sulla stampa”, ha dichiarato a margine dell’incontro annuale del suo gruppo a Doha.

Walsh ha già attribuito parte dei disagi alle azioni di “politici idioti” in luoghi come la Gran Bretagna, dove i frequenti cambiamenti nella politica sul Covid hanno scoraggiato le assunzioni.

L’incontro Iata del 19-21 giugno segnala un relativo ottimismo sulla crescita, mitigato dalle preoccupazioni per l’inflazione. Per anni questi incontri hanno dipinto il settore come il volto positivo della globalizzazione, che collega persone e merci a tariffe sempre più competitive.

Ma la crisi del lavoro in Europa ha messo in luce la sua vulnerabilità nei confronti di una forza lavoro fragile, con il conseguente aumento dei costi che potrebbe far lievitare le tariffe e aumentare la pressione per la ristrutturazione.

In Germania, ad esempio, i datori di lavoro affermano che molti lavoratori di terra si sono uniti a rivenditori online come Amazon.

“È più comodo impacchettare un asciugacapelli o un computer in una scatola piuttosto che sollevare una valigia da 15 chili strisciando nella fusoliera di un aereo”, ha dichiarato Thomas Richter, capo dell’associazione tedesca dei datori di lavoro dei servizi di assistenza a terra Abl.

Secondo gli esperti, la stretta sul lavoro potrebbe far lievitare i costi oltre l’estate, ma è troppo presto per dire se l’industria debba fare un passo indietro rispetto al modello pre-pandemico di volumi sempre crescenti e taglio dei costi, che ha generato nuove rotte e mantenuto basse le tariffe.