Viaggi, i gestori degli aeroporti europei temono un’estate di caos e ritardi

Viaggiatori all'aeroporto Vaclav Havel di Praga. [Martin Divisek/EPA/EFE]

Un anno dopo che la pandemia di coronavirus ha svuotato gli aeroporti, le associazioni del trasporto aereo temono il caos in Europa durante la stagione delle vacanze estive, con i viaggiatori che potrebbero essere costretti ad aspettare ore prima di salire sugli aerei a causa dei controlli sanitari.

Nella maggior parte degli aeroporti europei sono ancora in atto controlli severi, anche se le campagne di vaccinazione stanno facendo progressi e i tassi di infezione stanno diminuendo.

L’International Air Transport Association (IATA) ha riferito la scorsa settimana che le persone che viaggiano nelle ore di punta, oggi rimangono negli aeroporti, in media, il doppio del tempo – tre ore – rispetto al 2019.

Quel tempo viene generalmente impiegato per il check-in, il superamento dei controlli di sicurezza e dell’immigrazione, il ritiro dei bagagli registrati e il passaggio alla dogana. Ed ecco la nuova realtà: le compagnie aeree devono controllare i test Covid, la temperatura e altri documenti sanitari dei passeggeri.

Secondo la IATA, il tempo di attesa è aumentato anche se il volume di traffico è “solo circa il 30% dei livelli pre-COVID-19”. Se il traffico tornasse al 75% del livello pre-pandemia, “senza miglioramenti dei processi” il tempo trascorso dai viaggiatori negli aeroporti potrebbe aumentare fino a cinque ore e 30 minuti e anche di più.

Otto ore?

Se il traffico tornasse completamente alla normalità, la IATA stima che le persone potrebbero impiegare fino a otto ore per raggiungere i loro aerei e tornare a destinazione. Uno scenario da incubo che potrebbe non concretizzarsi: la filiale europea di Airports Control International (ACI Europe) prevede infatti che ad agosto a viaggiare in aereo saranno 125 milioni di persone, all’incirca la metà del livello registrato due anni fa.

Eurocontrol, l’organizzazione incaricata della sicurezza della navigazione aerea nel continente, prevede che il livello di traffico ad agosto sarà compreso tra il 46 e il 69% di quello di agosto 2019 – con una media del 57% – a seconda di come si svolgerà la crisi sanitaria nei prossimi due mesi

Il green pass dell’UE, che certifica se un viaggiatore è stato vaccinato, è guarito o ha superato un test per il coronavirus, sarà lanciato il 1° luglio nel tentativo di rendere più agevole il viaggio all’interno dei 27 paesi dell’Unione.

I controlli sanitari hanno reso i volo più complicati, in contrasto con gli sforzi degli ultimi anni dell’industria del trasporto aereo per ridurre code e attese, eliminando i biglietti cartacei e utilizzando il check-in online o i controlli di identità automatici.

“Per ora, il livello di incertezza e complessità nella pianificazione della ripartenza è semplicemente strabiliante”, ha detto il direttore generale di ACI Europa, Olivier Jankovec, la cui associazione rappresenta 500 aeroporti del continente: “Ogni giorno che passa, la prospettiva che quest’estate i viaggiatori debbano affrontare il caos diffuso negli aeroporti sta diventando più reale”.

La verifica dei test Covid, i moduli di localizzazione dei passeggeri e i documenti di quarantena dei passeggeri “variano a seconda del loro punto di partenza e della loro destinazione, in base a regole che rimangono ampiamente disallineate e instabili in tutta Europa”, ha osservato ACI Europe.

In Francia, la polizia di frontiera ora controlla sistematicamente i documenti d’identità, anche per i passeggeri all’interno della zona Schengen, e le macchine che lo fanno automaticamente sono state spente.

Le autorità aeroportuali si concentrano sul mantenimento della circolazione dei passeggeri, in particolare nei punti di ispezione volti a rilevare oggetti e liquidi potenzialmente pericolosi. Il controllo dell’immigrazione rimane invece sotto l’autorità dello stato.

“In cima alla mia lista di preoccupazioni ci sono i colloqui con il ministero degli Interni su come evitare che quest’estate diventi un’apocalisse in termini di ritardi dei passeggeri”, ha affermato Augustin de Romanet, capo della sicietà che gestisce gli aeroporti di Parigi, ADP.

‘Non dovrebbe creare problemi’

È meno allarmata, invece, una fonte aeroportuale francese, che, palando sotto richiesta di anonimato, spiega che “alcuni tipi di misure saranno allentate… Ecco a cosa serve il certificato sanitario europeo, faciliterà i viaggi ed eliminerà la fase di controllo sanitario su tre quarti dei voli”.

Inoltre, “dato il volume di traffico non enorme, e che tanti terminal aeroportuali non saranno operativi”, la gestione dei certificati “non dovrebbe costituire un problema” per chi gestisce il flusso dei passeggeri.

Prendendo atto della forte concorrenza tra gli aeroporti europei, secondo la fonte “ADP e le compagnie aeree stanno lanciando l’allarme per fare pressione sul governo francese” affinché adotti misure sanitarie più leggere.