Vertice Ue, Draghi: “La dichiarazione di Porto è la fine di un lungo viaggio per la tutela dei diritti”

Il presidente del Consiglio Mario Draghi e il premier portoghese Antonio Costa. [EPA-EFE/ESTELA SILVA]

Durante il summit l’Italia ha chiesto di accelerare sul certificato verde per i viaggi.

La dichiarazione di Porto “come tale non sembra essere di grande importanza a prima vista, ma non è così:il momento è la fine di un lungo viaggio nel campo della tutela dei diritti sociali. Sembra ovvio ma è un processo che iniziò nel 2017, allora lanciato dal presidente della commissione Juncker. Ci sono voluti quattro anni per portare tutto il Consiglio europeo a condividere una prima forma di coordinamento dei mercati del lavoro e soprattutto dei diritti sociali”, ha sottolineato il presidente del Consiglio Mario Draghi al termine del vertice europeo di Porto.

La dichiarazione

“L’Europa deve essere il continente della coesione sociale e della prosperità”, si legge nella dichiarazione. I leader dei 27 Paesi membri affermano di essere determinati a continuare ad approfondire l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali a livello dell’Ue e nazionale.

“I cambiamenti legati alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, al telelavoro e all’economia delle piattaforme richiederanno un’attenzione particolare al fine di rafforzare i diritti dei lavoratori, i sistemi di sicurezza sociale e la salute e la sicurezza sul lavoro”, si legge nel documento.

I leader a questo proposito si impegnano a “ridurre le disuguaglianze, a difendere salari equi, a combattere l’esclusione sociale e la povertà, perseguendo l’obiettivo di lottare contro la povertà infantile e di far fronte ai rischi di esclusione cui sono esposti i gruppi sociali particolarmente vulnerabili” e a colmare i divari di genere “a livello occupazionale, retributivo e pensionistico”. La priorità sarà data alle azioni a sostegno dei giovani, colpiti molto duramente dalla crisi causata dalla pandemia.

Al termine della dichiarazione i governi dei 27 Paesi affermano di accogliere con favore “la presentazione ad opera delle parti sociali europee di una proposta congiunta relativa a un insieme alternativo di indicatori per misurare i progressi economici, sociali e ambientali, che integri il Pil come misura del benessere per una crescita inclusiva e sostenibile”.

Accelerare con le vaccinazioni

“In Europa dobbiamo continuare ad accelerare le vaccinazioni con trasparenza e in sicurezza aumentando la produzione”, ha ribadito Draghi in conferenza stampa. Una posizione che – riferiscono fonti di palazzo Chigi – ha raccolto ampio consenso da parte dei leader degli altri Paesi.

“Liberalizzare il brevetto non garantisce la produzione di vaccini, che è molto complessa. Prima dovremmo fare cose più semplici, come rimuovere il blocco delle esportazioni. L’Ue esporta tanto quanto ha dato ai suoi cittadini: il 50% è andato a mercati che hanno il blocco alle esportazioni”, ha sottolineato il premier citando in causa Stati Uniti e Regno Unito che continuano a vietare l’export dei vaccini.

Intanto la Commissione europea ha approvato un contratto per altri 900 milioni di dosi garantite più 900 milioni di opzioni con Pfizer-BioNTech per il 2021-2023. Lo ha annunciato su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen.

Certificato verde

Durante il vertice l’Italia ha esortato la Commissione e il Parlamento europea ad accelerare l’approvazione del certificato verde europeo per i viaggi. “Abbiamo chiesto con molta enfasi che procedano con la massima rapidità”, ha spiegato Draghi ai giornalisti. Serve “un modello europeo su cui confrontarsi per le misure turistiche. Altrimenti ci sarà molta confusione”, ha aggiunto.