Vaccino contro il coronavirus: la Bei concede un prestito da 75 milioni a CureVac

Un operatore sanitario in equipaggiamento protettivo completo effettua un nuovo test per rilevare la presenza del coronavirus SARS-CoV-2 in Corea del Sud. EPA-EFE/YONHAP SOUTH KOREA OUT

Il finanziamento è stato concesso nell’ambito del meccanismo di sostegno alla ricerca per le malattie infettive di Horizon 2020. Gabriel: “Con il nostro sostegno acceleriamo i nostri sforzi per trovare soluzioni sicure ed efficaci per tutti in Europa e nel mondo”.

Continua la “corsa al vaccino”. Fino a qualche decennio fa si parlava di corsa agli armamenti o di corsa per la conquista dello spazio; oggi, invece, l’obiettivo è il vaccino contro il Covid-19. Anche in questo caso è una corsa contro il tempo e nell’ignoto.

I due principali sfidanti che si contenderanno il taglio del traguardo sono, almeno per ora, Stati Uniti e Unione Europea.

È in questo contesto che la Banca europea per gli investimenti (Bei) e la CureVac, società biofarmaceutica in corsa per sviluppare un vaccino anti-Covid, hanno stipulato un accordo per un prestito da 75 milioni di euro. Il prestito è finanziato nell’ambito del meccanismo di sostegno alla ricerca contro le malattie infettive (Idff) del programma Horizon 2020, il programma per la ricerca e l’innovazione dell’Ue. CureVac già a marzo aveva ricevuto un finanziamento da 80 milioni di fondi Ue per la ricerca e 300 milioni del ministero dell’economia tedesco. Tutti questi finanziamenti sono stati la risposta all’amministrazione Trump che a marzo aveva offerto alla CureVac di trasferire la ricerca del vaccino anti coronavirus negli Stati Uniti per far avere agli americani l’accesso esclusivo agli eventuali risultati.  Il presidente aveva addirittura messo sul piatto 1 miliardo di dollari per acquistare il brevetto.

La CureVac, azienda spin-off dell’Università di Tubinga, è stata fondata nel 2000 ed è all’avanguardia nelle terapie mRna (Messenger Rna). Sta lavorando a terapie mRna oncologiche, per le malattie rare e diverse malattie infettive, tra cui l’influenza e la rabbia, a diversi stadi di sviluppo. Il principio della tecnologia proprietaria di CureVac è l’uso dell’mRna come vettore di dati per istruire il corpo umano a produrre le proprie proteine in grado di combattere una vasta gamma di malattie. L’azienda applica le sue tecnologie per lo sviluppo di terapie antitumorali, terapie anticorpali, il trattamento di malattie rare e vaccini profilattici.

Il prestito Bei sosterrà le attività di CureVac per completare il suo nuovo impianto di produzione di acido ribonucleico messaggero (mRna) a Tubinga, Germania

L’operazione è finanziata nell’ambito dello strumento di finanziamento per le malattie infettive di Horizon 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’Ue per il periodo 2014-2020. Il finanziamento della Bei sarà erogato in tre tranche da 25 milioni di euro al completamento degli obiettivi intermedi predefiniti.

Mariya Gabriel, commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù, ha detto: “Il coronavirus sarà con noi, finché non avremo un vaccino contro di esso. Ecco perché il nostro lavoro su questo fronte, insieme agli attori internazionali, è così cruciale. Recentemente abbiamo presentato la nostra strategia di vaccini per accelerare lo sviluppo, la produzione e la diffusione di vaccini contro il nuovo coronavirus. E dall’inizio della pandemia, abbiamo aumentato i finanziamenti per lo strumento di finanziamento per le malattie infettive di 400 milioni di euro per consentire alla Bei di elaborare un volume maggiore di progetti che affrontano questa malattia. Con il nostro sostegno a CureVac acceleriamo i nostri sforzi per trovare soluzioni sicure ed efficaci per tutti in Europa e nel mondo”.

Per sostenere gli sforzi necessari per la ricerca del vaccino, la Commissione a inizio maggio ha lanciato il Coronavirus Global Response: una raccolta fondi mondiale che in poche ore ha raggiunto l’obiettivo minimo di 7,5 miliardi di euro, presto diventati 9,8 miliardi. Soldi per finanziare la ricerca e ottenere un vaccino accessibile negli stessi tempi a tutti i Paesi partecipanti. Non è forse un caso che il grande assente in questa maratona benefica siano invece gli Stati Uniti.