Unione bancaria, nessun passo avanti. Donohoe: “Serve ancora un po’ di tempo”

Paschal Donohoe [European Council]

Ennesima fumata nera sull’unione bancaria. Le posizioni di Francia e Germania in merito all’accordo sono apparsi in antitesi tra loro. Berlino vorrebbe un approccio olistico, mentre Parigi preferisce affrontare un ostacolo alla volta.

Ancora nessun accordo sull’unione bancaria. “Abbiamo fatto progressi che danno la base per un accordo in una fase successiva”, ma non oggi, ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, prima dell’inizio dell’Eurogruppo di giovedì 17 giugno che avrebbe dovuto trovare un’intesa da portare al vertice europeo della prossima settimana.

Donohoe ha anche sottolineato l’impegno dell’Italia nell’arrivare a un’intesa. “Il ministro Franco – ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo – mi ha detto che dobbiamo fare progressi su tutti i fronti in modo che il completamento dell’unione bancaria contribuisca al miglioramento dell’economia italiana”.

“Sono sicuro che è necessario ancora un po’ di tempo, abbiamo bisogno di un approccio olistico, ho fiducia che il presidente dell’Eurogruppo Donohoe sarà in grado di avanzare entro quest’anno una proposta da prendere come base per il lavoro futuro”, ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco Olfan Scholz.

Finora la Germania ha sempre frenato. L’idea di mettere in comune i rischi preoccupa Berlino, che ha sempre preteso che assieme all’Edis (Sistema europeo di assicurazione dei depositi) si approvi anche la valutazione del rischio sovrano, proposta a cui l’Italia e altri Paesi si oppongono. Con le elezioni a settembre, la Germania per ora non se la sente neanche di approvare un “piano di lavoro”.

Dalle dichiarazioni fatte ai giornalisti è emersa una divergenza tra Francia e Germania. Se Berlino vuole un approccio olistico, al contrario Parigi preferirebbe affrontare “gli ostacoli uno alla volta”. “Mai perdere, la speranza”, ha dichiarato alla stampa il ministro francese Bruno Le Maire.  “Non vi nascondo che il negoziato è difficile. Ci sono molti, molti ostacoli sul cammino e quando ci sono molti ostacoli è saggio toglierli uno alla volta: un accordo globale in tempi ragionevoli non è finora alla nostra portata. Un approccio tappa per tappa ci appare più ragionevole e più realistico”.

Il vertice dei ministri delle Finanze dell’Eurozona ha dato invece il via libera alla quinta tranche di misure per alleggerire il debito greco. I ministri hanno accolto “con favore la valutazione delle istituzioni europee secondo cui, nonostante le difficili circostanze causate dalla pandemia, la Grecia ha intrapreso le azioni necessarie per raggiungere i suoi specifici impegni di riforma”, si legge nella nota diffusa al termine della riunione, e ritengono “che sussistono le condizioni necessarie per confermare il rilascio della quinta tranche di misure di alleggerimento del debito”.