Una crisi drammatica… ma l’intervento Bce funziona

I dati sui prestiti richiesti dalle imprese europee in Europa e Italia. (Dati BCE e BankItalia)

I dati di marzo sui flussi di prestiti richiesti al sistema bancario dalle imprese europee segnalano una crisi dai toni già drammatici, con erogazioni pari a circa 125 miliardi di euro (nella figura: in blu l’eurozona, in rosso l’Italia; elaborazione su dati Bce e BankItalia). Si tratta di dati record, quasi doppi rispetto a quelli del 2006 (picco a 70 miliardi di euro). Oltretutto, di fatto, riferiti a disponibilità di risorse effettivamente fornite solo nella seconda metà del mese; e destinati a peggiorare coi prossimi aggiornamenti.

Ma segnalano anche che il credit crunch, verificatosi in occasione della crisi finanziaria di dieci anni fa, questa volta non si è verificato. La liquidità pompata dalla Bce nel sistema creditizio, anche grazie alle nuove linee TLTRO (Targeted Longer-Term Refinancing Operations) specifiche per i prestiti all’economia reale, non è rimasta intrappolata nel sistema interbancario. È stata trasferita al sistema produttivo.

Stavolta la politica monetaria espansiva sembra essere efficace. Anche se è troppo presto per dire se non vi sia nuovamente il rischio di ricadere nella trappola della liquidità, già sperimentata anni addietro. Ma in questo senso la diversa natura della crisi (essenzialmente reale) lascia qualche spazio di ottimismo.

L’Italia, in questo scenario, sembra aver reagito proporzionalmente meglio (o forse solo più lentamente?) di altri paesi, con 20 miliardi (contro 36 della Francia e 21 della Spagna, ad esempio) di crediti erogati. Il credito alle imprese è aumentato del 1,4% e quello alle famiglie dell’1,7% (ma su base annua): numeri significativi ma non (ancora) drammatici.

Occorrerà naturalmente aspettare i dati di aprile e poi dei mesi successivi, ma sembra che il risparmio privato, pur progressivamente eroso negli ultimi anni, abbia consentito, almeno nell’immediato, di tamponare la crisi di liquidità.