Ue, Schmit: “Il futuro dell’Europa non sono stipendi bassi e lavori precari”

Il Commissario UE per il Lavoro Nicolas Schmit. [EPA-EFE/ARIS OIKONOMOU / POOL]

L’UE sta affrontando la peggiore recessione della storia a seguito dell’epidemia di Covid-19. Per evitare che la crisi si trasformi in un’emergenza sociale, il blocco deve affrontare questioni come la sicurezza del lavoro, il salario minimo o le opportunità giovanili, ha dichiarato il Commissario per il lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit, in un colloquio con EURACTIV.

L’innovazione e la sostenibilità devono essere al centro della ripresa economica, in modo che “possiamo tornare più rapidamente a un’economia più forte, e forse evitare una grave crisi sociale che potrebbe poi trasformarsi in una crisi politica”, ha detto Schmit. “Il futuro dell’Europa non sono bassi stipendi e lavori precari”, ha aggiunto.

Negli ultimi anni, ha sostenuto il Commissario, c’è stata una crescente flessibilizzazione del mercato del lavoro. Se da un lato è importante che le imprese siano in grado di adattarsi a un ambiente in rapido cambiamento, “ci devono anche essere garanzie e sicurezza”.

La pandemia ha esposto ulteriormente le conseguenze di questa trasformazione, e Schmit ha detto che di questo si dovrebbe tener conto nella ricostruzione dell’economia.

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Il fattore età

“I giovani saranno uno dei gruppi più colpiti da questa crisi”, ha spiegato il Commissario, riferendosi alla chiusura di scuole e università, ai licenziamenti indotti dalla crisi e alle minori opportunità di lavoro.

La Commissione europea dovrebbe presentare nelle prossime settimane un’aggiornamento della Garanzia Europea per i Giovani, che è diventata una parte importante della ripresa.

“È un buon strumento. Obbliga realmente gli Stati membri ad affrontare la disoccupazione giovanile e a trovare misure efficaci per aiutare i giovani rapidamente”, ha detto Schmit, “ma dobbiamo andare oltre”.

Il Commissario ha affermato che l’esecutivo dell’UE sta lavorando su ulteriori misure a sostegno dell’occupazione giovanile. “Non voglio parlare di strategie, dobbiamo essere concreti e proporre misure che funzionino”, ha detto, senza fornire ulteriori dettagli.

Stipendio equo per i lavori essenziali

Ancor prima che la crisi potesse essere prevista, la Commissione aveva avviato una consultazione su una potenziale iniziativa europea sul salario minimo che ha ora acquisito rilevanza.

“Ho letto da qualche parte di un’infermiera che diceva: ‘Beh, è bello applaudirci, ma questo non paga le nostre bollette”, ha spiegato Schmit. “Dobbiamo portare questo dibattito sul valore di certe professioni all’interno delle nostre società”.

“Non è normale che le persone che lavorano sodo molto spesso non possano avere una vita dignitosa”, ha detto. “Questo accade in molti Paesi, ma c’è un’enorme divergenza tra gli Stati membri e questo è l’obiettivo di introdurre un quadro per i salari minimi”, ha spiegato il politico lussemburghese.

Per raggiungere questo obiettivo, la Commissione propone di creare l’iniziativa come raccomandazione del Consiglio o come direttiva vincolante. Schmit non ha voluto schierarsi.

Comunque sia, il risultato, la proposta “deve essere coerente, non può essere solo un esercizio che facciamo perché è bello dire che i salari dovrebbero salire”.

La Spagna ha recentemente introdotto un reddito minimo per le persone a rischio povertà o esclusione, che è stato accolto con favore dal Commissario. “Abbiamo ancora un livello di povertà troppo alto in Europa, anche nei paesi più ricchi”, ha detto il Commissario. “Si tratta di una questione nazionale, ma può diventare rapidamente una questione europea”, ha ammesso.

“Sappiamo tutti che il reddito minimo in Romania non può essere lo stesso del Lussemburgo per via del tenore di vita”, ha detto Schmit, ma ha aggiunto che le persone hanno il diritto “Non direi di vivere dignitosamente, ma di sopravvivere dignitosamente in circostanze difficili”.

Italia, Spagna e Portogallo hanno sostenuto un’iniziativa europea e la presidenza tedesca potrebbe essere disposta ad avviare il dibattito tra i 27 Stati membri dell’UE.

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Una ripresa equa

Pur ammettendo che “l’economia in molte parti d’Europa non era pronta ad affrontare la crisi”, il Commissario non ha voluto approfondire le ragioni per cui i Paesi che erano stati nell’occhio del ciclone finanziario del 2008 sono stati di nuovo tra i più colpiti dalle ricadute economiche della COVID-19.

“Lascio questa analisi a un economista molto più brillante di me”, ha commentato invece, aggiungendo: “Penso che ora dobbiamo concentrarci su come rafforzare l’economia, trasformando i sistemi sociali…”

Schmit ha elogiato gli sforzi dei Paesi dell’UE per sostenere le loro economie, ma li ha esortati a raggiungere presto un accordo sul piano di ripresa da 750 miliardi di euro della Commissione, che i leader discuteranno per la prima volta venerdì (19 giugno). “Non possiamo contare solo su piani nazionali, dobbiamo anche avere un approccio comune europeo”, ha detto.

“In Europa gli accordi richiedono sempre un po’ di tempo. Spero che questo incontro possa almeno restringere la distanza tra le diverse posizioni e che si possano creare le basi per un accordo”, ha concluso il Commissario.

“Non si tratta, come direbbero alcuni, di una parte che paga per l’altra. È davvero un investimento in un futuro comune”.