Ue, McGuinness: Il sistema finanziario regge ai contraccolpi della guerra in Ucraina. Ora avanti con l’Unione Bancaria

A proposito dell'Unione Bancaria, la Commissaria Ue McGuinness nel discorso di apertura alla conferenza congiunta Srb-Bce 2022 ha detto che "siamo ancora in viaggio, non ci siamo ancora arrivati, ma [...] il primo e il secondo pilastro sono in funzione" [Twitter - @McGuinnessEU]

Per il completamento dell’Unione Bancaria “c’è ancora molto lavoro da fare”, ma “il primo e il secondo pilastro sono già operativi”,  come dimostrato dalla solidità del sistema bancario durante la pandemia e dal fatto che le “conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina sul nostro sistema finanziario sono ancora sotto controllo”. Lo ha detto la Commissaria europea per i servizi finanziari, Mairead McGuinness, nel discorso tenuto durante la prima conferenza del Comitato di risoluzione unico (SRB) e della Banca centrale europea (BCE), in occasione del decimo anniversario dalla nascita dell’Unione bancaria.

Il progetto, lanciato dal Consiglio europeo nel giugno 2012, all’indomani della crisi globale, voleva garantire una maggiore stabilità finanziaria e rafforzare la moneta unica attraverso una più profonda integrazione del sistema bancario dell’Eurozona, al di là dei confini nazionali. Tre le colonne portanti: il meccanismo di vigilanza unico, il meccanismo di risoluzione unico, e il sistema europeo di garanzia dei depositi.

“La nostra capacità di gestire il fallimento delle banche europee senza compromettere la stabilità finanziaria è notevolmente migliorata”, ha detto McGuinness, facendo riferimento a un sistema bancario che ha guadagnato in solidità negli anni. Gli esempi portati sono due: “le banche si sono dimostrate resistenti durante la pandemia” e anche nello scenario della guerra in Ucraina “il sistema finanziario è sotto controllo”.

“Sappiamo che stanno emergendo nuovi rischi e nuove sfide. Non da ultimo, le tensioni geopolitiche, i rischi macroeconomici, la crisi climatica e la transizione digitale”, ha ricordato la Commissaria. Sviluppi che portano opportunità ma anche potenziali rischi. “Il settore bancario avrà un ruolo importante nel mobilitare gli investimenti necessari per la duplice transizione climatica e digitale e per il passaggio a fonti energetiche più diversificate. Ma l’incertezza del contesto economico e geopolitico comporta anche rischi che potrebbero mettere alla prova la tenuta del nostro sistema bancario”.

In primis l’inflazione, a maggio nuovamente aumentata in modo significativo, soprattutto a causa dell’impennata dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari e a causa dell’impatto della guerra in Ucraina. A cui si aggiungono i tassi di interesse in crescita e l’incognita, non ancora risolta, della pandemia

“Il nostro sistema bancario sarebbe ulteriormente rafforzato per affrontare queste sfide, se potesse operare senza problemi in un mercato europeo integrato, sostenuto da un assetto istituzionale che fornisca adeguate reti di sicurezza”, ha puntualizzato McGuinness.

Processo incompiuto

Il tassello che manca al completamento dell’Unione bancaria è il terzo pilastro, il sistema europeo di gestione dei depositi (EDIS), che “aumenterebbe la resilienza del sistema complessivo mettendo in comune alcuni fondi a livello di Unione bancaria”.

Sul tema è intervenuto nel discorso di apertura della conferenza anche Andrea Enria, Presidente del Consiglio di vigilanza della Bce, alla conferenza congiunta tra il Single Resolution Board e la Bce. “Per le grandi banche abbiamo un quadro di gestione delle crisi uniforme ed efficace, ma non si può dire lo stesso per le banche di piccole e medie dimensioni. Permangono ostacoli normativi prudenziali a un mercato bancario europeo veramente unico. E manca ancora il terzo pilastro dell’unione bancaria: un sistema comune di garanzia dei depositi”, ha detto.

Secondo McGuinness, l’Eurogruppo ha compiuto un passo avanti “concentrandosi sul miglioramento dell’attuale quadro di gestione delle crisi e di garanzia dei depositi”.  “Con la Commissione, lavoreremo su proposte legislative per riformare la gestione delle crisi e la garanzia dei depositi”. “Faremo la nostra parte per portare avanti l’Unione bancaria. La nostra meta collettiva rimane un’Unione bancaria completa”, ha aggiunto.

È invece sfumato il tentativo di fissare una chiara tabella di marcia per la finalizzazione dell’Unione bancaria. “Non possiamo restare fermi mentre si svolgono complesse negoziazioni politiche sul completamento dell’Unione bancaria. Ecco perché la vigilanza bancaria europea ha proposto diversi modi per sfruttare appieno il potenziale del quadro giuridico e regolamentare attualmente in vigore. In particolare, gli ostacoli normativi prudenziali che ancora impediscono l’integrazione transfrontaliera del settore bancario dell’Ue”, ha commentato Enria.