Ue, le priorità della presidenza portoghese: diritti sociali e coesione

epa08829893 Il Primo Ministro portoghese Antonio Costa partecipa a una conferenza stampa dopo la riunione virtuale del Consiglio Europeo al Palazzo Sao Bento, a Lisbona, Portogallo, 19 novembre 2020. EPA-EFE/MARIO CRUZ

Lo sviluppo del modello sociale europeo sarà al centro del programma del governo portoghese, in vista del semestre di presidenza di turno dell’Ue che avrà inizio a gennaio. Appuntamento centrale sarà il vertice che si terrà a Porto nel mese di maggio. Questo emerge da un documento ufficiale esaminato da Euractiv.

“La presidenza mirerà a rafforzare la resilienza dell’Europa e la fiducia dei cittadini nel modello sociale europeo promuovendo un’Unione basata sui valori comuni di solidarietà, convergenza e coesione”, si legge nel documento contenente le priorità della presidenza di turno dell’Ue che, a partire dal 1° gennaio, spetterà al governo portoghese.

Quest’ultimo ha in programma di concentrarsi su cinque grandi aree tematiche: Europa resiliente, Europa sociale, Europa verde, Europa digitale, Europa globale. L’agenda sociale sarà in cima alle priorità, come pilastro principale della risposta europea al Covid-19.

“Dobbiamo porre il modello sociale europeo al centro dell’agenda dell’Ue; la sua importanza è stata ulteriormente evidenziata dalla pandemia e dalle terribili conseguenze che essa ha avuto sulla vita delle persone”, si legge nel documento.

Il Portogallo ospiterà dunque un vertice sociale a Porto, il 7-8 maggio, per dare un nuovo impulso all’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali, lanciato nel 2017. L’appuntamento dovrebbe anche servire a sottolineare il ruolo centrale del Pilastro sociale nel rilancio dell’economia europea e nell’adattamento alle transizioni climatiche, digitali e demografiche.

Il governo portoghese vuole affrontare questioni quali l’uguaglianza di genere e la lotta alla discriminazione, nonché le politiche che affrontano la povertà e l’esclusione sociale, prestando attenzione alla protezione dei gruppi più vulnerabili.

Inoltre, Lisbona promuoverà una maggiore cooperazione tra gli Stati membri nel settore della salute, per aumentare la capacità di risposta degli Stati membri alle minacce sanitarie e distribuire il vaccino contro il coronavirus in tutta l’Ue e oltre.

Il Portogallo dovrà anche supervisionare l’attuazione del quadro finanziario pluriennale e del Recovery plan, che insieme ammontano a circa 1,8 trilioni di euro. Questa quantità senza precedenti di risorse finanzierà le transizioni digitale e verde, che sono il fulcro delle priorità della Commissione europea, insieme all’autonomia strategica.

“Continueremo a difendere l’autonomia strategica dell’Europa sulla base di una strategia industriale dinamica, promuovendo le catene di valore europee e prestando attenzione alla solidità delle piccole e medie imprese (PMI), all’approfondimento del mercato unico, all’impegno per l’innovazione – ad esempio con il lancio di Horizon Europe – e garantendo che l’accesso al mercato europeo avvenga su una base giusta ed equa e nel rispetto dei valori dell’Unione”, si legge nel documento.

Una questione spinosa per la presidenza sarà trovare un accordo politico sulla gestione dei flussi migratori. La recente proposta della Commissione europea ha convinto pochi paesi, e i governi rimangono divisi sull’atteggiamento da assumere nei confronti dei migranti.

Il Portogallo ha dichiarato che si impegnerà per definire un “approccio europeo, globale e integrato, che rifletta una visione equilibrata tra la prevenzione dell’immigrazione irregolare, la promozione di canali sostenibili di migrazione legale e l’integrazione degli immigrati”.

In politica estera, Lisbona ha dichiarato che darà priorità alle future relazioni dell’Ue con il Regno Unito, il cui periodo di transizione post-Brexit termina il 31 dicembre, con l’obiettivo di concoradare un “partenariato globale, equo ed equilibrato” che rispetti gli interessi dell’Unione. Anche l’Africa sarà in cima all’agenda, data la “centralità” del continente, partner strategico dell’Europa in vari campi, dalla migrazione, alla sicurezza, alla cooperazione commerciale ed economica.