Ue, il programma del trio di presidenza: una staffetta con uno sprint tedesco

Il Ministro degli Esteri portoghese Augusto Santos Silva, il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas e il Ministro degli Esteri sloveno Miro Cerar durante un incontro a Villa Borsig, a Berlino, Germania, il 22 maggio 2019. EPA-EFE/CLEMENS BILAN

La Germania, il Portogallo e la Slovenia hanno presentato martedì (16 giugno) il loro programma congiunto della presidenza dell’Ue per i prossimi 18 mesi, cercando di concentrarsi principalmente sulla ripresa sociale in seguito alla pandemia. Nonostante le aspettative, le 31 pagine contengono poca sostanza, secondo EURACTIV Germania.

Una settimana prima dell’adozione da parte del Governo federale tedesco del programma definitivo per il semestre di presidenza del Consiglio dell’Ue, Germania, Portogallo e Slovenia  hanno presentato il programma più ampio al Consiglio dell’Ue.

“Il trio GPS stabilirà la giusta rotta”, ha detto al Consiglio il segretario di Stato dell’Ue per gli Affari europei del Portogallo, Ana Paula Zacarias, riferendosi alle prime lettere dei tre Paesi. La presidenza del Consiglio dell’Unione europea è esercitata a turno dal governo dei vari Stati membri per una durata di sei mesi. Gli Stati membri che esercitano la presidenza collaborano strettamente a gruppi di tre e questo principio delle tre presidenze successive è stato introdotto per la prima volta nel 2007 per garantire un coordinamento tra i programmi dei Paesi dell’Ue che a turno presiedono il Consiglio.

“Quello che faremo nei prossimi sei mesi è uno sprint. Ma quello di cui abbiamo bisogno è una staffetta”, ha dichiarato il ministro di Stato tedesco per l’Europa Michael Roth (SPD) in un comunicato stampa.

Tre compiti all’inizio

Questa staffetta, tuttavia, sarà fortemente limitata dalla pandemia, come ha avvertito l’ambasciatore tedesco dell’Ue Michael Clauß in una recente lettera incendiaria, dove ha scritto che il successo della presidenza tedesca “sarà misurato dalla sua gestione della crisi”.

“Mi aspetto riunioni lunghe e intense di questo Consiglio”, ha detto Roth alla riunione dei ministri dell’UE di martedì.

La Germania, in particolare, si trova ad affrontare grandi sfide. Proprio all’inizio della sua presidenza, il Paese dovrà aiutare gli Stati membri a raggiungere un accordo sul Recovery Fund per uscire dalla crisi causata dal coronavirus. Si tratta di un compito difficile perché i Paesi sono spaccati su fronti contrapposti, tra coloro che vorrebbero che i fondi avessero la forma dei prestiti e coloro che invece vorrebbero sovvenzioni gratuite.

Ci sono anche due altre questioni che devono essere risolte prima del 2021: i negoziati sul bilancio settennale dell’Ue, o quadro finanziario pluriennale (Qfp), e il negoziato definitivo per la Brexit, il cui obiettivo dovrebbe essere quello di cercare un partenariato equo e “globale”.

Concentrarsi sulla “dimensione umana”.

I tre Paesi hanno anche una visione a lungo termine. Secondo la portoghese Zacarias, c’è la necessità di “prestare particolare attenzione alla dimensione sociale della crisi”. Secondo il programma, l’obiettivo principale è una “robusta ripresa dell’economia europea”, che “tenga conto del significativo impatto sociale della crisi e della dimensione umana”.

Nel campo sociale, l’obiettivo è affrontare le differenze tra i salari minimi nazionali, le norme sulla disoccupazione e la protezione dell’occupazione e dei redditi in tempo di crisi.

Anche lo European Green Deal è un tema decisivo; le organizzazioni ambientaliste temono che la riconversione ecologica possa essere minata dal rilancio dell’economia.

Nonostante questo, il programma non mostra sorprese rispetto alla politica climatica. L’intenzione è quella di portare avanti la legge sul clima prevista per l’inverno. Anche le iniziative sull’efficienza energetica, il riciclo e la gestione dei rifiuti, l’agenda per gli oceani e la strategia forestale dell’Ue prevista per il 2021 saranno affrontate nel corso del prossimo anno e mezzo.

La Germania, in particolare, vorrebbe anche puntare sulle tecnologie chiave come l’idrogeno e i parchi eolici offshore per decarbonizzare la sua industria pesante. Questo punto sarà probabilmente meno interessante per il Portogallo, che già soddisfa il suo fabbisogno energetico quasi esclusivamente da fonti rinnovabili.

Un programma vago sulla digitalizzazione e i rapporti con la Cina

Nel campo della digitalizzazione, l’obiettivo è quello di rafforzare la sovranità europea, e nel farlo i tre Paesi si affidano alle proposte della Commissione.

In particolare, promuoveranno la già prevista creazione di un ecosistema europeo dei dati e creeranno un “livello minimo vincolante di sicurezza informatica per i dispositivi”; gli sviluppi sull’intelligenza artificiale come “tecnologia chiave” ma anche “una tassazione equa in un’economia sempre più digitalizzata”.

Sebbene la cancelliera Angela Merkel avesse individuato nelle relazioni con la Cina una delle massime priorità della Presidenza tedesca dell’UE, la bozza non contiene alcun dettaglio al riguardo. Poiché il vertice UE-Cina previsto per settembre a Lipsia è stato annullato, si prenderà in considerazione un incontro tra i capi di Stato e di governo dell’Ue e della Cina.

Il programma è un po’ più coraggioso sul tema del commercio. I tre Paesi vogliono concludere accordi commerciali con il Mercosur e il Messico e “fare ogni sforzo” per concludere un “ambizioso ed equilibrato accordo globale sugli investimenti” con la Cina.