Ue, al via i negoziati per il regolamento sulle sovvenzioni estere lesive della concorrenza

"Con questo regolamento possiamo finalmente porre fine all'annosa situazione di libera concorrenza che oppone le imprese europee, soggette a un rigoroso controllo degli aiuti di Stato, alle imprese straniere che possono beneficiare di sovvenzioni straniere distorsive", ha dichiarato il legislatore europeo Christophe Hansen, che sta guidando la proposta al Parlamento europeo. [© European Union 2020 - Source : EP]

Il Parlamento europeo e il Consiglio dei ministri dell’UE mercoledì (4 maggio) hanno trovato un accordo su una proposta che mira a riequilibrare la posizione delle aziende europee che affrontano la concorrenza delle aziende straniere sostenute finanziariamente nei paesi d’origine.

I paesi dell’UE daranno ora il via alle discussioni sulla proposta di regolamento, che interviene sulle società destinate ad acquisire imprese dell’Ue o a partecipare agli appalti pubblici dell’Ue, che ottengono sovvenzioni dai Paesi d’origine.

Il blocco dei 27 paesi teme che le imprese cinesi, forti dei finanziamenti statali, possano acquisire aziende europee i cui prezzi delle azioni hanno risentito delle conseguenze economiche legate alla pandemia di Covid-19.

Il regolamento mira a far in modo che aziende straniere ingiustamente avvantaggiate siano limitate nell’accesso agli appalti pubblici europei o nell’acquisizione di aziende europee.

La Commissione europea sarà autorizzata ad indagare su una proposta di fusione o di appalto pubblico che coinvolge un’azienda straniera che ha ricevuto almeno 50 miliardi di euro di aiuti pubblici negli ultimi tre anni.

La Commissione, che ha avanzato la proposta esattamente un anno fa, il 5 maggio 2021, ha affermato che la misura mira a correggere le sovvenzioni a danno della concorrenza.

La misura copre anche le offerte negli appalti pubblici, al fine di prevenire sovvenzioni estere utilizzate per aumentare la quota di mercato o sottoquotare i rivali europei allo scopo di ottenere l’accesso a mercati strategicamente importanti o ad infrastrutture critiche.

Consiglio e Parlamento hanno definito le loro posizioni mercoledì, prima dei negoziati per definire gli ultimi dettagli della proposta.

Con un risultato schiacciante di 627 voti a favore e otto contro, il Parlamento europeo mercoledì ha sostenuto la posizione negoziale proposta dal deputato Christophe Hansen del Partito Popolare Europeo (PPE) di centro-destra.

“Con questo regolamento possiamo finalmente porre fine all’annosa situazione di libera concorrenza che contrappone le imprese europee, soggette a un rigoroso controllo degli aiuti di Stato, alle imprese straniere che possono beneficiare di sovvenzioni straniere distorsive sul mercato interno”, ha chiarito il deputato lussemburghese in una sua dichiarazione.

Sempre mercoledì, i rappresentanti dei governi nazionali dell’UE a Bruxelles hanno concordato una posizione negoziale comune, aprendo la strada ai negoziati finali tra le due parti.

Campo d’azione della proposta

Né il Parlamento né il Consiglio dell’UE riscontrano problematiche di fondo in merito alla proposta.

Tuttavia, entrambi si preoccupano della burocrazia e dei ritardi che potrebbero generarsi da ampie indagini della Commissione nel caso di una fusione o un appalto pubblico. Questo è il motivo per cui entrambi hanno proposto di accorciare il lasso di tempo entro il quale la Commissione dovrà concludere le indagini su una proposta di offerta pubblica di acquisto.

La posizione degli Stati membri, adottata nel Consiglio dei ministri dell’UE, differisce anche da quella del Parlamento quando si tratta della portata della proposta.

Mentre il Parlamento ritiene necessario che l’UE indaghi sulle fusioni di società con un fatturato combinato di 400 milioni di euro, Il Consiglio vorrebbe aumentare la soglia a 600 milioni di euro.

Per quanto riguarda gli appalti pubblici, secondo il Parlamento l’UE dovrebbe essere informata nel caso in cui un’azienda straniera sovvenzionata presenti un’offerta per un contratto pubblico con un valore totale di almeno 200 milioni di euro. Il Consiglio ha posto questa soglia a 300 milioni di euro.

Un’eurodeputata socialista, Inmaculada Rodríguez-Piñero, ha chiesto una soglia ancora più bassa di 125 milioni di euro per ricomprendere più appalti pubblici. Il suo emendamento è stato tuttavia respinto. “Oggi le aziende europee devono rispettare regole severe sugli aiuti di stato, mentre i concorrenti extraeuropei possono beneficiare di sussidi esteri che forniscono loro un vantaggio sleale”, ha dichiarato l’eurodeputata.

Il governo italiano, nel frattempo, è preoccupato che il regolamento possa andare troppo oltre. Anche se ha sostenuto la posizione comune adottata in Consiglio, ha sottolineato che la Commissione dovrebbe comunque consultare gli stati membri prima di determinare l’esistenza di una distorsione.

I paesi dell’UE mirano anche ridurre a cinque anni il periodo durante il quale la Commissione può indagare in maniera retroattiva sui sussidi concessi prima dell’entrata in vigore del regolamento.

Il Parlamento e i governi degli stati membri dovranno ora sforzarsi di trovare una posizione comune sul regolamento prima della sua entrata in vigore.