Uber dovrà riconoscere gli autisti come dipendenti: la sentenza olandese

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Uber dovrà riconoscere lo status di dipendente attraverso il contratto collettivo di lavoro per il trasporto taxi a tutti i suoi autisti nei Paesi Bassi. Lo ha stabilito con una sentenza il tribunale di Amsterdam, come riferisce l’agenzia di stampa olandese Anp. Si tratta dell’ennesima vittoria per i sindacati che si battono per i diritti dei lavoratori nella Gig economy, dopo un analogo verdetto della Corte suprema del Regno Unito.

Secondo il tribunale olandese la società americana considerava i suoi lavoratori come autonomi “solo sulla carta”, ma li trattava effettivamente da dipendenti attraverso diverse funzionalità dell’app gestionale che indicano una “relazione di dipendenza lavorativa”. La sentenza impone a Uber di pagare una multa da 50 mila euro alla federazione sindacale olandese che ha avviato la causa.

Tra le condizioni prese in considerazione dalla corte, per stabilire che gli autisti svolgono a tutti gli effetti un lavoro da dipendenti, quella che impone al conducente di poter rifiutare solo alcune corse prima di essere disconnesso dal sistema e la gestione dei reclami dei clienti, su cui Uber decide unilateralmente senza consultare l’autista. “Si tratta un segnale chiaro anche per l’Aja che questo tipo di gestione dei lavoratori è illegale e che la legge deve essere applicata”, ha spiegato alla stampa Zakaria Boufangacha del sindacato olandese Fnv. “La relazione legale tra Uber e questi autisti corrisponde a tutte le caratteristiche di un contratto di impiego”, si legge nella sentenza.

L’azienda di San Francisco ha annunciato che intende presentare ricorso e di “non avere alcun piano di assunzione per gli autisti olandesi”. “Siamo delusi dalla decisione perché sappiamo che la grande maggioranza degli autisti desidera rimanere indipendente”, ha dichiarato Maurits Schönfeld, general manager di Uber per l’Europa settentrionale. “Gli autisti non vogliono rinunciare alla loro libertà di scegliere se, quando e dove lavorare”, ha aggiunto.

A marzo di quest’anno Uber aveva annunciato l’intenzione di assumere come dipendenti 70.000 autisti britannici, garantendo loro il diritto al salario minimo e alla pensione. La decisione era stata presa dopo che la Corte Suprema del Regno Unito, in una sentenza di terzo grado, aveva stabilito che gli autisti di Uber dovevano essere considerati dipendenti e non lavoratori autonomi.