Turismo, la transizione green e digitale è alla base della ripresa

L'ecosistema del turismo deve essere trasformato per diventare più resiliente, sostenibile e pronto ad affrontare nuove sfide. [Photo: Zuzana Capnkova, Shutterstock]

I ministri europei responsabili del turismo si sono riuniti in un incontro informale virtuale martedì 16 novembre, in cui hanno concluso che la transizione green e digitale dovrà essere alla base della ripresa post-pandemica del settore turistico.

“Sono felice che abbiamo la stessa posizione generale sulla ripresa del settore turistico” ha detto il ministro dell’economia sloveno Zdravko Počivalšek, che ha presieduto la sessione. Ha aggiunto che le misure a breve termine prese dall’inizio della pandemia, come gli aiuti al settore e l’allentamento della mobilità transfrontaliera, hanno dimostrato quanto successo può avere l’Europa lavorando insieme.

Ora però servono misure a lungo termine. “L’ecosistema turistico deve essere trasformato, così da divenire più resiliente, sostenibile e pronto per nuove sfide e modelli di comportamento dei turisti”, ha detto il ministro.

Ha anche evidenziato la necessità di coinvolgere tutti gli stakeholder nel processo di ripresa, di avere tempo sufficiente per preparare le misure e di scambiarsi buone pratiche. Il certificato digitale Ue Covid svolge un ruolo cardine nella sicurezza dei viaggi e questo sistema dovrebbe essere esteso ai Paesi non-Ue, secondo quanto emerso dalle discussioni.

Diversi ministri hanno espresso la necessità di accelerare la digitalizzazione delle compagnie di piccole e medie dimensioni e di dare un impulso all’innovazione. Le infrastrutture per la connessione con le regioni più remote devono essere a loro volta migliorate.

“È necessario considerare le differenze nel livello di sviluppo tra Stati membri e regioni. Anche le zone remote e le isole hanno bisogno di soluzioni sostenibili e digitali”, ha detto Počivalšek.

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300 compagnie firmano l’accordo alla Cop26

Alla conferenza sul clima Cop26, oltre 300 stakeholder globali del settore turistico, inclusi tour operator e catene di alberghi, hanno firmato la ‘Dichiarazione di Glasgow sull’azione climatica nel turismo’, che richiede loro di inviare entro 12 mesi un piano concreto e trasparente.

Mancano ancora i dettagli precisi, ma le compagnie e i Paesi che hanno firmato, dalle ferrovie tedesche Deutsche Bahn allo stato di Panama, dovrebbero rendere pubbliche le loro emissioni e presentare una chiara strategia per ridurle. Questo processo è guidato dall’Organizzazione mondiale del turismo alle Nazioni Unite e dal Consiglio mondiale dei viaggi e del turismo, due enti che in passato hanno avuto posizioni contrastanti sul clima.

La dichiarazione ha quattro punti principali: misurazione, che richiede alle compagnie di rendere pubbliche le loro emissioni legate a viaggi e turismo; decarbonizzazione, fissando obiettivi in linea con le raccomandazioni della scienza; rigenerazione, per proteggere e ristabilire gli ecosistemi naturali; collaborazione, per assicurare che le migliori pratiche siano condivise e i finanziamenti siano resi disponibili.

“Si tratta senza dubbio del più grande impegno sul clima che questa industria abbia mai preso”, ha detto Jeremy Smith, co-fondatore di ‘Il turismo dichiara un’emergenza climatica’, un’iniziativa che sostiene l’azione per il clima e ha gettato le basi per l’accordo di Glasgow.

“La nostra iniziativa ha preso il via due anni fa perché il settore non aveva un piano collettivo, e siamo riusciti a convincere 400 organizzazioni turistiche pur senza avere fondi”, ha detto. “La Dichiarazione di Glasgow si basa sul nostro lavoro. È l’incontro dei diversi attori del nostro settore ed è di proprietà di tutti coloro che l’hanno firmata, stabilendo una responsabilità collettiva”, ha proseguito Smith.

“Abbiamo bisogno di un cambiamento culturale”, ha detto Patrick Child, vicedirettore generale dell’ambiente alla Commissione europea. “Dobbiamo superare la tradizionale mentalità orientata alla crescita per realizzare un ecosistema turistico più sostenibile, responsabile e neutrale dal punto di vista climatico”, ha concluso.

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