Turchia: l’Ue chiede di rispettare le regole per mantenere il commercio agroalimentare

"La Turchia dovrà seguire le regole se vuole mantenere le relazioni commerciali con l'Ue", ha detto la Commissione. [SHUTTERSTOCK]

La Turchia dovrà rispettare le regole se intende rafforzare la sua relazione in ambito agricolo con l’Unione europea e rafforzare la propria sicurezza alimentare di fronte alla crisi in Ucraina, hanno sottolineato gli Stati membri alla vigilia di un vertice chiave.

Il commissario europeo all’agricoltura Janusz Wojciechowski incontrerà il ministro turco per l’agricoltura Vahit Kirişçi, per il primo dialogo agricolo di alto livello che si terrà ad Ankara l’11 e 12 maggio.

Sebbene l’agenda non sia ancora fissata, un portavoce della Commissione ha detto a EURACTIV che i temi principali dell’incontro riguarderanno la sicurezza alimentare e il rafforzamento del commercio agroalimentare tra l’Ue e la Turchia.

Questo ha acquisito nuova importanza alla luce della guerra in Ucraina nella speranza di trovare una soluzione alla grande dipendenza turca dalla Russia. La Turchia è il terzo maggior importatore di grano del mondo, secondo l’Osservatorio della complessità economica del Massachussetts Institute of Technology (Mit), importando prima di tutto dalla Russia (1,66 miliardi di dollari), Ucraina (208 milioni), Canada (104 milioni) e Germania (100 milioni).

L’incontro si concentrerà anche sulla prossima revisione dell’assistenza finanziaria fornita alla Turchia per aiutare a migliorare il suo sviluppo agricolo e rurale. Ma diversi stati membri hanno avvertito che se la Turchia spera di rafforzare i suoi legami con l’Ue, deve attenersi alle regole.

Durante un incontro della Commissione speciale per l’agricoltura (Csa) che prepara i lavori per la riunione dei ministri del 24 maggio, diversi Stati membri hanno sottolineato l’importanza che questi dialoghi siano subordinati al comportamento della Turchia e la necessità che la Commissione mantenga una posizione dura per salvaguardare gli interessi dell’Ue.

Questa spinta è stata principalmente guidata da Grecia e Cipro, che hanno notoriamente relazioni tese con la vicina Turchia. Tuttavia, le fonti dicono che anche la Polonia ha preso la parola per esprimere alcune preoccupazioni sulla garanzia che la Turchia rispetti gli standard dell’Ue sulla certificazione e gli standard veterinari.

Ci sono state in precedenza una serie di questioni relative alle esportazioni di bestiame vivo dall’Ue alla Turchia, così come le esportazioni biologiche e l’etichettatura dei prodotti turchi.

Nel 2020, le autorità turche hanno respinto 800 bovini trasportati dalla nave Karim Allah, battente bandiera libanese, e 1.800 bovini sull’altro vettore di bestiame Elbeik, battente bandiera del Togo, per sospetta presenza del virus della lingua blu.

Anche se un’epidemia tra i bovini non è stata confermata, le due navi sono rimaste bloccate in mare per mesi perché non hanno potuto attraccare in nessun porto dopo il rifiuto turco, terminando il loro viaggio in Spagna, dove il governo ha ordinato la macellazione degli animali indesiderati.

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Secondo una fonte all’interno della riunione, il rappresentante della Commissione presente durante la riunione del Csa ha concordato con questo sentimento, dicendo che sperano di mantenere il dialogo, ma avvertiranno che questo è “reversibile” se la Turchia non dovesse giocare bene.

“La Commissione ha chiarito che i colloqui potrebbero fermarsi se la Turchia non gioca secondo le regole del gioco”, ha detto la fonte a EURACTIV.

Tuttavia, interrogato sui prossimi colloqui, un portavoce della Commissione ha preso una posizione più cauta, spiegando come non fosse “possibile anticipare dove arriveranno le richieste del Commissario” prima della riunione.

“Al momento non siamo sicuri di come saranno gli aspetti commerciali”, ha detto il portavoce a EURACTIV.

Secondo l’Agricensus Export Dashboard, la Russia ha fornito 7,72 milioni di megatonnellate (mt) di grano alla Turchia nel 2020, pari al 75% delle importazioni totali, con 5,1 mt esportati tra gennaio e settembre del 2021.

Nel frattempo, l’Europa è il secondo maggior fornitore di grano ad alto contenuto proteico alla Turchia, con 1,33 milioni di tonnellate spedite nel 2020, provenienti soprattutto da Germania, Polonia, Lituania e Lettonia.

La Turchia sta ora pagando un prezzo pesante per la sua dipendenza dal grano ucraino e russo, con le esportazioni di grano che si sono quasi arrestate. Questo ha anche scatenato ulteriori preoccupazioni in Turchia per l’inflazione alle stelle.

Le fonti dicono che nessuna decisione concreta dovrebbe venire da questo incontro, ma che è invece una continuazione degli sforzi per rafforzare i legami tra i due.

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