Tassa globale sulle multinazionali: con l’aliquota al 15% l’Ue recupererebbe 50 miliardi

Il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni. [EPA-EFE/JOHANNA GERON]

A dirlo è uno studio dell’Osservatorio fiscale europeo, un organismo indipendente che aiuterà Commissione e Stati a trovare rendere più equa la tassazione nell’Unione.

L’Unione europea potrebbe ottenere ulteriori 50 miliardi di euro l’anno di tasse dalle multinazionali, se l’Ocse riuscisse a trovare un accordo sulla tassazione minima globale del 15% per le società, come proposto dagli Stati Uniti. Con un’aliquota minima del 21% l’Unione europea raccoglierebbe circa 100 miliardi di euro nel 2021. Le entrate triplicherebbero, raggiungendo i 170 miliardi di euro, se l’aliquota fiscale minima globale concordata fosse del 25%. È quanto emerge da uno studio dell’Osservatorio fiscale europeo, un nuovo organismo indipendente presentato martedì 1° giugno dalla Commissione.

L’importanza della minimum tax

La questione della “global minimum tax” sarà discussa alla prossima riunione dei ministri delle Finanze dei Paesi del G7, in programma venerdì 4 e sabato 5 giugno a Londra. “A seconda del tasso che verrà deciso e dei possibili scenari, il gettito fiscale europeo potrebbe aumentare in una forbice compresa tra il +13 e il +50%”, ha spiegato il direttore dell’Osservatorio Gabriel Zucman.

Zucman ritiene che un’imposta del 15% sui profitti delle grandi multinazionali a livello globale sia eccessivamente bassa e propone di definire almeno un’aliquota del 25% per “rompere la spirale della concorrenza fiscale” e “riconciliare” i popoli con la globalizzazione.

Molti Paesi stanno spingendo per concludere un accordo durante la riunione dei ministri delle Finanze del G20 che si terrà a luglio.

Il rapporto dell’Osservatorio fiscale Ue rileva anche che l’Unione europea potrebbe ottenere più denaro dall’aumento delle tasse sulle proprie società che dalla tassazione di quelle straniere. Inoltre, secondo lo studio, non è necessario che tutti i Paesi siano d’accordo sulla imposizione di una aliquota più alta perché questa sia efficace.

“Se un numero sufficiente di Paesi applicasse una tassa minima (alle imprese che operano all’estero), i paradisi fiscali non potrebbero più attrarre attività o utili offrendo aliquote basse”, si legge nello studio. “Sarebbero quindi incoraggiati ad aumentare le proprie aliquote fiscali, poiché non farlo significherebbe lasciare le entrate fiscali alla riscossione dei Paesi di origine delle imprese”.

L’Osservatorio fiscale europeo

L’Osservatorio europeo sulla tassazione, che ha realizzato lo studio sulla tassazione minima globale, è un organismo indipendente ma finanziato con fondi comuni, che aiuterà Commissione e Stati a trovare le giuste politiche per migliorare il fisco europeo.  Avrà sede presso la Paris School of Economics e sarà diretto da Gabriel Zucman.

“L’avvio dell’Osservatorio fiscale europeo – ha dichiarato il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, durante la conferenza stampa di presentazione del centro – rappresenta un altro passo importante nel nostro cammino verso una tassazione più equa. L’Osservatorio sosterrà noi nel nostro lavoro conducendo ricerche e analisi all’avanguardia e fornendo dati importanti che possono informare le nostre politiche”.