Sviluppo sostenibile, Gentiloni: “Europa più sicura, ma c’è da lavorare sull’uguaglianza di genere”

Il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni in conferenza stampa a Bruxelles. [EPA-EFE/YVES HERMAN / POOL]

Il commissario Ue per gli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha presentato, in conferenza stampa, la relazione di Eurostat sui progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile nell’Ue. Buoni i dati sociali e sulle emissioni di gas serra, mentre si registrano passi indietro sull’uguaglianza di genere.

L’Unione europea sta lavorando per implementare gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) per il 2030, nelle politiche che caratterizzeranno il prossimo semestre europeo. Essi sono infatti considerati una assoluta priorità politica dalla Commissione europea che ha deciso di indirizzare la propria azione politica all’insegna della sostenibilità competitiva.

Per aver efficacia, ricorda però Gentiloni, “sarà fondamentale lavorare insieme”, come europei. Il Covid-19 ci ha insegnato, ancora una volta, quanto sia radicata l’interdipendenza tra gli Stati ad ogni livello. A problemi comuni, servono insomma soluzioni comuni afferma Gentiloni cominciando ad introdurre i risultati del rapporto Eurostat.

La relazione del 2020 mostra che ci sono stati dei progressi, soprattutto per obiettivo 16 sulla promozione della pace e della giustizia nelle istituzioni. Vivere nell’Ue è sempre più sicuro. I decessi e le aggressioni sono diminuiti, i sistemi giudiziari sono sempre più efficaci e le istituzioni sono percepite come più affidabili.

A livello europeo si segnalano progressi anche rispetto alla lotta alla povertà. Dal 2013 infatti sono diminuite, di 12,5 milioni, le persone a rischio di povertà in Europa. L’aspettativa di vita è intanto ancora aumentata, arrivando ad 81 anni e sempre più europei si considerano in buona salute, almeno stando ai dati del 2018. Meno persone fumano e sono diminuiti anche gli incidenti sul lavoro. Dati positivi risultano anche rispetto al tasso di occupazione, passato dal 67,5% al 73,1% e al Pil pro- capite, in costante aumento.

Finanza verde, il Parlamento Ue approva le regole per gli investimenti sostenibili

Il regolamento stabilisce sei obiettivi ambientali. La Commissione deciderà i criteri operativi. Dombrovskis: “Sarà il primo sistema al mondo di classificazione delle attività economiche ecosostenibili”.

Il Parlamento europeo ha dato il via libera al regolamento sulla classificazione per gli investimenti sostenibili, …

Naturalmente questi dati si riferiscono però all’era pre-Covid. La crisi del 2020 inevitabilmente modificherà in negativo il quadro economico e sociale presentato nel rapporto sugli SDGs, ma proprio per questo, afferma Gentiloni, è fondamentale agire con decisione e compattezza, dimostrando resilienza. Per il commissario, infatti l’Ue era sulla buona strada in tanti ambiti, e bisognerà rilanciare, con ancora più ambizione, gli sforzi per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Notizie positive sono arrivate anche sul fronte climatico. Secondo quanto emerge dalla relazione, infatti l’Ue risulta essere in regola per mantenere gli impegni presi in vista del 2030 in merito alla riduzione dell’emissione di gas serra.

Nonostante ciò l’attenzione va tenuta alta, ammonisce Gentiloni. Già oggi infatti i Paesi europei subiscono l’impatto di cambiamenti climatici concreti. La temperatura del suolo è ad esempio cresciuta di 1,6 gradi centigradi.

Il tema su cui invece i risultati sono più negativi è l’uguaglianza di genere. Il tasso di occupazione femminile infatti continua ad essere più basso di quello maschile, malgrado il tasso di abbandono scolastico sia più alto fra gli uomini. Un’eccezione emerge dai dati sulle presenze femminili in ruoli apicali nelle imprese e nelle istituzioni; in particolare le presenze femminili nei parlamenti sono aumentate considerevolmente.

In Italia

Nonostante un trend leggermente positivo, la relazione sugli SDGs dimostra ancora una volta quanto invece l’Italia sia in difficoltà, soprattutto dal punto di vista sociale. La percentuale di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale arrivava infatti, nel 2018, al 27,3%, ed era dunque notevolmente più alta della media europea (21,6%).

Altro settore in cui l’Italia è particolarmente deficitaria è quello legato all’educazione e alla formazione. La percentuale di persone con un diploma superiore è il secondo più basso dell’UE ed è di più di 13 punti percentuali inferiore alla media UE (It 27,6% – EU 40,3%). Paradossalmente invece, l’Italia è il Paese europeo con il più basso tasso di impiego per i neo-laureati. Su 10 laureati insomma, meno di sei trovano lavoro rapidamente, mentre a livello europeo si sale ad otto (It 58,7% – EU 80,0%). Anche rispetto alla disoccupazione generale, l’Italia ha il secondo più basso tasso di occupazione dell’UE, 63,5%, a dispetto di una media continentale del 73,1%.

Uno dei dati più preoccupanti che riguardano il nostro Paese, tuttavia, è quello relativo al PIL pro-capite. Nei primi anni del millennio l’Italia era stabilmente tra i Paesi meglio posizionati a livello continentale, ampiamente al di sopra della media europea. La crisi del 2009 ha dato inizio ad un progressivo impoverimento degli italiani e attualmente il nostro Paese è stabilmente invece al di sotto della media europea.

Ad aggravare questo dato, si aggiunge anche quello legato alle diseguaglianze sociali. Il gap tra i redditi della fascia più ricca della popolazione e la fascia più povera, che in Europa è in lieve diminuzione, sta invece aumentando nel nostro Paese.

Gli italiani sono inoltre tra i cittadini con meno fiducia nelle istituzioni e nel proprio sistema giudiziario.

Le note positive, per il nostro Paese, vengono invece dai dati sulle emissioni di gas serra. L’Italia è infatti stabilmente tra i Paesi che ne producono di meno.

Dai dati Eurostat esce allora il ritratto di un’Italia abbastanza indietro nell’implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Val la pena ricordare che questi dati fotografano poi la situazione pre-covid e che la crisi sicuramente peggiorerà un quadro già abbastanza complesso.