Suolo: l’Ue presenta la sua strategia, ma rimanda al 2023 la proposta di legislazione

Nonostante la gravità della situazione - con il 70% dei terreni europei sottoposti a processi di degradazione - la Commissione presenterà una proposta sulla salute del suolo soltanto nel 2023. [SHUTTERSTOCK]

La strategia europea per il suolo, presentata dalla Commissione Ue a Bruxelles mercoledì 17 novembre, punta a presentare una proposta legislativa per affrontare il degrado di suolo in modo armonizzato tra gli Stati membri, ma non prima del 2023.

La nuova strategia (EU soil strategy for 2030) ha lo scopo di offrire un quadro politico generale per il ripristino del suolo, per valutare lo stato dei terreni europei e agire contro il loro degrado.

Il documento che la illustra sottolinea che la mancanza di una legislazione UE dedicata è stata individuata da molti come “una delle principali cause dello stato allarmante dei nostri suoli”, e aggiunge che il problema del degrado del suolo ha impatti che vanno “oltre i confini nazionali”. La risposta ineguale e frammentata degli Stati membri ha portato a perturbazioni del mercato comune e a condizioni di disparità per gli operatori economici che devono seguire norme diverse sulla protezione del suolo.

Un primo tentativo di creare un quadro giuridico a livello dell’UE per la protezione del suolo era stato condotto dieci anni fa dall’ex commissario per l’Ambiente, Janez Potočnik, ma poi era stato scartato dai governi nazionali.

In una risoluzione approvata lo scorso 28 aprile, i deputati europei hanno rilevato che, contrariamente all’acqua e all’aria, attualmente non esiste un quadro giuridico dell’UE coerente e integrato per la protezione del suolo: le misure in materia sono un elenco di strumenti politici che mancano di coordinamento e sono spesso non vincolanti.

Per questo motivo, gli eurodeputati hanno invitato la Commissione a delineare un quadro comune a livello dell’UE, mentre in vista del Consiglio Agrifish dell’UE di lunedì 15 novembre, 10 ministri dell’agricoltura hanno inviato una lettera alla Commissione chiedendole di presentare una nuova proposta legislativa quadro per la protezione del suolo.

Nonostante la gravità della situazione, mercoledì la Commissione si è limitata a svelare la nuova strategia, rimandando la proposta legislativa al 2023.

Quest’ultima, si legge nel documento di presentazione della strategia, “consentirà di raggiungere gli obiettivi di questa strategia e di conseguire una buona salute del suolo in tutta l’UE entro il 2050”. Inoltre, “soddisferà i requisiti di una migliore regolamentazione, si baserà su un’approfondita valutazione d’impatto e rispetterà pienamente il principio di sussidiarietà e le competenze degli Stati membri in materia”.

Per determinare la portata e il contenuto di questo quadro proporzionato e basato sul rischio, la Commissione avvierà un’ampia consultazione con gli Stati membri, il Parlamento europeo e tutte le parti interessate.

Misure vincolanti rinviate

La strategia afferma che investire nella prevenzione e nel ripristino del degrado del suolo “ha un buon senso economico”, sottolineando che arrestare e invertire le tendenze attuali del degrado del suolo potrebbe generare globalmente fino a 1,2 trilioni di euro all’anno in benefici economici.

Tuttavia, se la strategia è forte sulla visione e sulla necessità di dialogo e scambio di conoscenze che “apriranno la strada a cambiamenti ambiziosi e necessari”, contiene ben pochi impegni vincolanti, che saranno demandati ad altre proposte legislative.

Oltre a quella sulla salute del suolo, la strategia afferma che la Commissione proporrà degli obiettivi giuridicamente vincolanti per fermare l’ulteriore drenaggio delle zone umide e dei suoli organici, e per ripristinare le torbiere gestite e drenate, nel contesto della legge sul ripristino della natura, che dovrebbe essere svelata a metà dicembre.

Nella valutazione d’impatto per la legge sulla salute del suolo, la Commissione valuterà le opzioni per garantire che la perdita di elementi nutritivi dei terreni si riduca almeno del 50% (con una conseguente diminuzione dell’uso di fertilizzanti di almeno il 20%), per rendere  questo target legalmente vincolante.

Attraverso lo stesso meccanismo, valuterà anche le opzioni per proporre disposizioni giuridicamente vincolanti per identificare i siti contaminati, istituire un inventario e un registro di tali siti e bonificare entro il 2050 quelli che rappresentano un rischio significativo per la salute umana e l’ambiente.

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La ‘carta d’identità dei suoli’

La strategia definisce anche l’ambizione di creare una “carta ‘identità dei suoli” per le terre di scavo.

La terra estratta dai cantieri è la fonte più significativa di rifiuti prodotti in Europa ogni anno, rappresentando cinque volte la quantità di rifiuti domestici.

Anche se la maggior parte di questi terreni non è contaminata, attualmente sono considerati rifiuti ai sensi del diritto dell’UE, il che significa che vengono smaltiti nelle discariche.

Secondo la strategia, la nuova ‘carta d’identità’ dovrebbe riflettere la quantità e la qualità del terreno scavato per garantire che venga trasportato, trattato o riutilizzato in sicurezza altrove.

La Commissione prevede inoltre l’introduzione di un certificato sanitario del suolo per le transazioni fondiarie, pensato per fornire agli acquirenti di terreni delle informazioni sulle caratteristiche principali e sulla salute dei suoli nel sito che intendono acquistare. La Commissione ha sottolineato che alcuni Stati membri hanno già sviluppato dei certificati di questo tipo.

“In parallelo, sia il settore pubblico che quello privato hanno sviluppato e condotto investimenti in approcci che promuovono pratiche efficaci per la salute del suolo, la biodiversità e la capacità di stoccaggio della CO2”, conclude la strategia.

Le terre di scavo, la più grande fonte di produzione di rifiuti di cui non avete mai sentito parlare

La terra estratta dai cantieri è di gran lunga la principale origine degli scarti prodotti in Europa ogni anno – cinque volte la quantità di rifiuti domestici – eppure i governi fanno finta di non vedere la questione. 

La maggior parte …

La strategia per il suolo, ha detto nella conferenza stampa di presentazione il vicepresidente della Commissione UE, Frans Timmermans, dimostra che “a pochi giorni dalla conclusione della Cop26”, la conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Glasgow, “l’Unione è seria sulla transizione ecologica. Le azioni che adottiamo ora seguono le nostre ambizioni, e sono proprio le azioni concrete quelle che contano”.

“Dipendiamo dal suolo per la maggior parte del nostro cibo”, ha aggiunto Timmermans, “eppure il 70% del suolo non è in buona salute: che sia sano è una questione di sopravvivenza. La strategia illustra degli obiettivi per rendere più sani i nostri terreni, come ridurre l’inquinamento a livelli non dannosi entro il 2050”.

La Commissione, ha spiegato il vicepresidente dell’esecutivo UE, emetterà la sua proposta legislativa “per la salute del suolo nel 2023: questo è l’unico modo per imparare a vivere entro i limiti del pianeta, e avere un rapporto equilibrato con il nostro ambiente”.

Secondo il commissario all’Ambiente, Virginijus Sinkevičius, con la nuova strategia la Commissione intende garantire ai suoli europei “la stessa protezione data oggi all’acqua, all’ambiente marino e all’aria. I suoli degradati significano forti costi per l’economia europea, che sono stimati in 50 miliardi di euro all’anno. La strategia vuole coprire i divari” tra i diversi Stati membri “nella tutela dei terreni e propone azioni e misure per garantire una buona salute dei suoli entro il 2050”.

Il prossimo passo, ha concluso Sinkevičius, “è una valutazione di impatto transfrontaliera” che sarà effettuata da una commissione ad hoc, “in vista della proposta di legge che sarà presentata nel 2023”.