Sul Mes scende in campo anche la Francia

Il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire. [EPA-EFE/LUDOVIC MARIN / POOL MAXPPP OUT]

I ministri delle Finanze francese, Bruno Le Maire, e italiano, Roberto Gualtieri, si sono incontrati oggi a Roma, per discutere del futuro (immediato) del Mes. La Francia (e alle sue spalle, verosimilmente, la Germania) sembra preoccupata per un nuovo rinvio della riforma del Mes, già prevista nella riunione dell’Eurogruppo della prossima settimana.

Sembra meno preoccupata, invece, per la trasformazione del Mes in uno strumento di diritto comunitario ed in braccio armato a sostegno della crescita europea, come era stato suggerito nei giorni scorsi dal Jacques Delors Institute di Berlino attraverso un paper di Guttenberg, che faceva seguito a numerose prese di posizione analoghe, anche da parte della Commissione Europea.

Si tratta presumibilmente di una mossa diplomatica che mira a portare a casa la riforma di piccolo cabotaggio già prevista: l’uso del Mes come backstop per il Fondo Unico di Risoluzione bancaria, concordato nel corso dello scorso anno fra i paesi dell’eurogruppo e sospeso dalle resistenze dell’Italia e dall’arrivo del Covid.

Nessuna grande strategia, insomma. Solo una visita per assicurarsi che non emergano scherzi dell’ultimo minuto dal governo italiano, che notoriamente ha alla guida una componente maggioritaria, il M5S, che guarda con qualche pregiudizio alle logiche da Fondo Salva-Stati del Mes.

E che fa fatica a comprendere come quella stagione sia finita; ma questo non è un problema unicamente del M5S in Italia. Certo che, se l’ambizione del Mes si riduce alla trasformazione da Fondo Salva-Stati a Fondo Salva-Banche, la credibilità della riforma si indebolisce. A poco, come abbiamo visto, è valso proporre il Mes come strumento finanziario per il contrasto alla pandemia.

Speriamo che all’Eurogruppo della prossima settimana non ci si limiti a ratificare una riforma concepita nell’era pre-Covid, ma si abbia il coraggio di ripensare il Mes come uno degli strumenti, agile e potente, della più generale riforma della governance economica europea.