La strategia ‘Farm to Fork’ e la sfida della sostenibilità

Quasi un terzo dei fondi del bilancio UE 2021-2027 sono destinati alla strategia 'Farm to Fork' [Skitterphoto/Pixabay]

La parte agricola del Green Deal europeo: è così che – in sintesi – si può definire la strategia europea ‘Farm to Fork’, il piano di durata decennale varato dalla Commissione europea che ha lo scopo di guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente. Del ruolo della strategia e della Politica agricola comune (PAC) nella programmazione di bilancio UE 2021-27 hanno discusso diversi rappresentanti delle istituzioni europee e italiane, ed esponenti dei settori coinvolti, in un evento organizzato dalle rappresentanze italiane del Parlamento e della Commissione UE, che si è svolto lunedì 8 novembre alla sede di Eataly a Roma ed è stato trasmesso online sul sito di EURACTIV Italia.

‘Farm to fork’, ha detto in apertura Carlo Corazza, responsabile del Parlamento europeo in Italia, “è una strategia che per la prima volta tocca tutti i punti della filiera, non solo gli agricoltori, ma anche chi trasforma, i trasportatori e ovviamente noi consumatori. Ed è una strategia che ha come parola chiave la sostenibilità sia ambientale che sociale: oltre a occuparsi dello spreco di cibo, dei pesticidi eccetera, deve tutelare anche il reddito degli agricoltori e la competitività del settore”. Per questo, ha spiegato, “quasi un terzo dei fondi del bilancio pluriennale” dell’UE 2021-27 “e una parte importante del piano ‘Next Generation EU’ sono destinati a questa strategia”.

Secondo il capo della rappresentanza in Italia della Commissione, Antonio Parenti, “siamo all’inizio di un settennato di programmazione di fondamentale importanza per l’agricoltura, che nei prossimi dieci-vent’anni dovrà dimostrare un grandissimo spirito di adattamento perché le condizioni produttive dovranno cambiare” in base alle problematiche dovute ai cambiamenti climatici, “e avranno un impatto sul modo in ci si coltiva. Questi anni saranno fondamentali per coinvolgere e rendere più coscienti i cittadini sui temi dell’agricoltura e della sua qualità”.

“L’Europa e l’Italia, nel campo dell’agricoltura, si sono mosse bene”, ha detto il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, ricordando l’implementazione dell’accordo di libero commercio con il Canada che ha favorito “anche troppo” la controparte europea e il nostro paese. “Per occuparsi di cibo non si può prescindere dalla filiera ed è un dovere per i politici di tutta Europa occuparsi dell’intera filiera”, ha aggiunto, dicendo che “non c’è niente che danneggi di più i prodotti italiani del sovranismo alimentare, che è una cosa illogica: ci sono prodotti straordinari in tutto il mondo, noi per fortuna ne abbiamo tantissimi e dobbiamo promuoverli a tutto il mondo, non giocare in difesa pretendendo che però gli altri li acquistino”.

La produzione agricola europea ha già raggiunto dei successi in termini di sostenibilità, ha spiegato Silvia Michelini, direttrice sviluppo rurale della direzione generale Agricoltura della Commissione europea (DG Agri): “Negli ultimi dieci anni sono stati fatti degli importanti passi avanti. La vendita di pesticidi nel 2019 è diminuita del 7% rispetto al 2011, e le emissioni di CO2 sono calate del 25% rispetto agli anni ’90, e la riduzione sta continuando. La produzione biologica, invece, sta crescendo in media del 5-10% all’anno, e il mercato dei prodotti biologici è raddoppiato negli ultimi 10 anni”.

“Ci sono tuttavia molte sfide da affrontare” nel prossimo futuro, ha aggiunto Michelini, a partire dalla siccità e dal calo delle rese medie globali delle colture che saranno determinati dai cambiamenti climatici, “o dai prezzi dell’energia, con i recenti aumenti che ci fanno dire che l’agricoltura deve diminuire la sua richiesta”.

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La Commissione, ha detto ancora Michelini, sta lavorando “a un quadro legislativo per sistemi alimentari sostenibili, da presentare entro il 2023, a un piano di emergenza per assicurare l’approvvigionamento anche in tempi di crisi, e a misure sull’etichettatura che riguardano l’origine dei prodotti, la data di scadenza e profili nutrizionali, che arriveranno alla fine del 2022”.

Critiche alla strategia ‘Farm to Fork’ sono venute invece dall’europarlamentare altoatesino, membro della commissione Agricoltura del Parlamento UE, Herbert Dorfmann (Südtiroler Volkspartei-PPE), secondo cui il piano è “troppo sbilanciato sul versante della sostenibilità ecologica. Non avendo che per raggiungerla, le aziende agricole più piccole – ma anche quelle di trasformazione e distribuzione – devono necessariamente essere sostenibili anche in termini ecologici, se no falliscono. Inoltre, la strategia è sostanzialmente ‘farm’, perché si parla all’80% di agricoltura: sembra che non si voglia una filiera migliore, ma solo far legiferare in materia di agricoltura chi non la conosce”.

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