Stop agli allevamenti in gabbia: la proposta del Parlamento europeo

Maiali in gabbia a Quezon City, a est di Manila, nelle Filippine. EPA-EFE/ROLEX DELA PENA

Gli eurodeputati fanno propria la richiesta dei cittadini europei avanzata con una specifica Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE). La risoluzione per sollecitare la Commissione a prevedere una graduale eliminazione degli allevamenti in gabbia è stata adottata giovedì con 558 voti favorevoli, 37 contrari e 85 astensioni.

La richiesta dei cittadini e delle organizzazioni animaliste

Secondo i deputati europei l’allevamento in gabbia deve essere gradualmente eliminato nell’Ue e hanno anche identificato una data per poter abbandonare questo sistema: il 2027. La proposta però è arrivata nell’aula del Parlamento europeo grazie ad un’iniziativa di cittadini e attivisti animalisti.
Attualmente gli animali allevati in gabbia nell’Unione sono soprattutto polli e galline, tacchini, conigli ma anche maiali; questi ultimi, in particolare, sono tra gli animali più intelligenti e dunque tra quelli che più soffrono una tale condizione. Nonostante in alcuni Paesi si stia sempre più diffondendo la consapevolezza dell’importanza del benessere degli animali, nel sud-est asiatico, ma non solo, molti animali passano tutta la loro beve vita rinchiusi in una gabbia.

Le tappe

Tutto è partito dal basso, con una mobilitazione organizzata. Più di 170 organizzazioni in tutta Europa (tra cui le italiane Oipa, Legambiente e Slow Food) e milioni di cittadini hanno sostenuto attivamente l’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age“, che in un anno ha raccolto oltre 1,6 milioni di firme per chiedere il divieto degli allevamenti in gabbia nell’Ue.
Il 15 aprile, i promotori dell’ICE End the Cage Age hanno presentato la loro campagna in un’audizione pubblica tenuta dal Parlamento europeo.
Il dibattito al Parlamento Ue è stato il passaggio successivo, un vero e proprio passaggio intermedio tra la presentazione ufficiale delle firme e la decisione finale della Commissione, che deve scegliere se dare il via ad un processo legislativo vero e proprio per vietare l’allevamento in gabbia. Ha tempo fino al 15 luglio per adottare un indirizzo.

La proposta del Parlamento europeo di una eliminazione graduale

Le alternative all’allevamento in gabbia sono già utilizzate con ottimi risultati in diversi Stati membri. Ma per garantire condizioni di parità per gli allevatori in tutta l’Unione europea, i deputati hanno concordato che è necessaria una legislazione comunitaria sul tema che preveda vari step per una eliminazione graduale (da qui al 2027) di tutte le gabbie.
Si tratta secondo il Parlamento di lavorare ad una proposta concreta che sostenga gli allevatori e che permetta paritetiche condizioni per l’accesso al mercato unico, soprattutto per le carni importate da fuori. Un tema decisivo in questo senso è rivalutare gli accordi commerciali con i Paesi terzi, per garantire che rispettino le stesse norme in materia di benessere degli animali e di qualità dei prodotti.

La deputata verde Eleonora Evi, co-presidente del gruppo di lavoro sull’allevamento senza gabbie, ha commentato così il voto: “Adottando a larga maggioranza una risoluzione che chiede l’eliminazione graduale dell’uso delle gabbie nell’allevamento europeo, proponendo il 2027 come data possibile per la loro messa al bando, il Parlamento Ue compie un passo decisivo per permettere lo stop definitivo di questa pratica crudele, che ogni anno condanna oltre 300 milioni di animali a vivere in spazi angusti, impossibilitati ad esprimere persino i più basilari comportamenti naturali”.
L’altra co-presidente del gruppo, la deputata di sinistra Anja Hazekamp, ha aggiunto che una proposta legislativa “deve ora essere presentata senza indugi”.

La palla ora passa alla Commissione

Spetta infatti alla Commissione, e non al Parlamento, mettere nero su bianco che si deve lavorare ad una proposta legislativa che vada in questa direzione. La commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, ha per ora espresso il suo sostegno all’iniziativa, ribadendo che l’impegno della Commissione a migliorare il benessere degli animali che “rimane un imperativo morale, sanitario ed economico”. Ma anche il commissario europeo per l’agricoltura Janusz Wojciechowski sembra favorevole alla proposta. Nel mese di luglio dovranno esprimere un parere ufficiale.

I deputati, tra l’altro, hanno anche chiesto alla Commissione di presentare una proposta per vietare l’alimentazione forzata e non necessaria di anatre e oche per la produzione di foie gras.